Svolta in vista per Cisco, una zavorra la divisione consumer

L'ANALISI

All'indomani dell'annuncio del Ceo John Chambers sulle nuove strategie arriva il parere degli investitori: l'azienda si concentri sui core business. Via le nuove attività intraprese che frenano la crescita

di Patrizia Licata
Cisco Systems deve liberarsi della sua divisione consumer che ha margini di guadagno troppo bassi e concentrarsi sulle attività che rendono. Lo dicono gli investitori al Chief executive John Chambers, insoddisfatti delle strategie del numero uno di Cisco che ha portato l’azienda a disperdersi in 30 nuovi rami di business, col risultato, sostengono gli analisti, di rallentare la crescita e distrarre il management.

Chambers ha scritto il 4 aprile una nota ai dipendenti annunciando numerose “mosse mirate” nelle prossime settimane per ridare credibilità all’azienda e restringere il suo focus. Liberarsi della divisione consumer, che include Flip (videocamere) e Linksys (home networking, prodotti di audio e media storage), dovrebbe essere la priorità, secondo Sean Conner, analista della Nuveen Asset Management di Minneapolis. “E’ un ramo dell'azienda che non funziona e non ha sinergie col resto del gruppo”, sostiene Conner. “Molte delle attività intraprese recentemente sono un freno alla crescita”.

Il margine lordo di Cisco si è ristretto al 64% nell’ultimo anno fiscale, contro il 70% del 2003, in parte come riflesso della spinta verso i prodotti consumer. La vendita o spinoff di questo ramo d’azienda aiuterebbe Chambers a raggiungere l’obiettivo di tornare a concentrarsi sulle attività in cui Cisco è leader, come le attrezzature di rete, che danno grossi margini di guadagno e ancora rappresentano circa la metà del fatturato.

Chambers dovrebbe anche pensare a ritirarsi da altre delle tante attività in cui è Cisco è entrata negli ultimi anni, sostiene Joanna Makris, analista della Mizuho Securities Usa Inc. a New York, per esempio i prodotti di nicchia che aiutano le aziende a gestire i datacenter, dove sono ben consolidate altre società come Riverbed o Aruba.

Il prezzo delle azioni di Cisco è sceso del 32% nell’ultimo anno, bruciando circa 46,6 miliardi di dollari di valore di mercato. Intanto l’azienda deve fronteggiare una concorrenza intensificata nei switch, le attrezzature usate per indirizzare il traffico Internet, come ha ammesso lo stesso Chambers in una conferenza per investitori a San Francisco: i rivali erodono quote di mercato proponendo prezzi inferiori di quelli di Cisco. “I switch sono la nostra sfida”, ha detto Chambers. “Il mercato è diventato difficile”.

Cisco però ha già individuato gli strumenti per recuperare il terreno perduto. A febbraio ha nominato Gary Moore, già da 10 anni nel gruppo, chief operating officer, col compito di rendere più veloce e coordinata l’esecuzione delle nuove priorità strategiche. Un paradosso dell'azienda è infatti, come nota Rob Whiteley, analista di Forrester Research, il fatto che abbia ultimamente introdotto  i suoi prodotti a un ritmo più rapido del passato, rendendo più difficile coordinare la produzione nelle fabbriche e il rilascio dei software. “Cisco è una vittima del suo successo”, afferma Whiteley. “Ha creato un sistema per sfornare i nuovi prodotti più velocemente e ora ha bisogno di un executive che dia il ritmo a tutte le fasi”, altrimenti il rischio è che un prodotto arrivi sul mercato prima del software aggiornato.

Secondo Kim Caughey del Fort Pitt Capital Group di Pittsburgh, è possibile attendersi altre novità nel management, oggi "male organizzato: devono fare meno meeting e più lavoro concreto”.

La vision di Cisco è stata in questi anni di offrire un’ampia gamma di prodotti di networking, dai kit per videoconferenza che i consumatori attaccano alla tv in salotto ai switch e router high-end che gestiscono il traffico di rete. Convincere gli investitori di poter sostenere questo approccio “one-stop-shop” (un solo provider che offre tutto) si è dimostrato difficile. “Cisco è diventata troppo grande e non sempre innovativa come le rivali”, secondo Erick Maronak della Victory Capital Management Inc.

E’ anche vero che Cisco è sempre riuscita negli anni a crescere, sia in utili che fatturato. E’ giusto dunque dar credito al new deal di Chambers e alla possibilità di rimettere l’azienda in carreggiata, concentrandosi sui business vincenti: su questo molti analisti sono concordi.

08 Aprile 2011