Net neutrality, negli Usa è scontro sulle regole Fcc

IL DIBATTITO

La Casa dei rappresentanti vota no alle misure adottate per impedire ai grandi Isp di bloccare parte del traffico online. Democratici e Repubblicani su posizioni diverse: per i primi è necessario un freno allo strapotere degli Isp, per i secondi il governo non dovrebbe intervenire nella governance del web

di Patrizia Licata
La Casa dei rappresentanti americana ha votato contro le regole sulla net neutrality adottate lo scorso anno per volere della Fcc per impedire ai grandi Internet service provider di bloccare parte del traffico online. I Repubblicani della Camera, con 240 sì e 179 contrari, hanno approvato una misura che disapprova le regole volute dalla Federal communications commission, come riportato dall’agenzia Reuters, che tuttavia sottolinea che il no della Camera Usa non significa automaticamente un ribaltamento dell’azione della Fcc.

Infatti, benché una simile norma che boccia la net neutrality sia sul tavolo del Senato e abbia 39 sostenitori, la Casa Bianca ha fatto sapere che i consulenti di Barack Obama consiglieranno al Presidente di apporre il veto a qualunque risoluzione cerchi di ribaltare le norme volute dalla Fcc.

Tali norme, approvate dalla commission a fine dicembre, vietano agli Internet service provider di bloccare il traffico sui loro network, pur consentendo agli stessi Isp, come Verizon, Comcast ed At&t, di gestire “entro limiti ragionevoli” le loro reti e di introdurre tariffe differenziate in base all’utilizzo che i consumatori fanno della rete.

Nel loro dibattito alla Casa dei rappresentanti, i Repubblicani hanno sostenuto che le regole della Fcc introducono un inutile e inopportuno intervento del governo su Internet e che “la Fcc non ha mai avuto il potere di regolare Internet”, come dichiarato dal parlamentare Repubblicano Cliff Stearns.

Il leader dei Repubblicani alla Casa dei rapprentanti Eric Cantor ha definito il no della Camera “un passo importante per fermare il dannoso e discriminatorio piano della Fcc di regolare Internet”.

I Democratici sostengono al contrario che le regole della Fcc sono necessarie per porre un limite al crescente potere di mercato dei grandi service provider. “Votare contro le regole della Fcc vuol dire concedere alle grandi aziende telecom e del cavo il potere di esercitare un controllo su quali siti Internet gli americani possono visitare e quali applicazioni e quali device possono usare”, ha affermato il parlamentare Democratico Henry Waxman.

La parlamentare Democratica Anna Eshoo ha definito la crociata Repubblicana contro le norme della Fcc “un attacco ideologico contro un’agenzia federale e la sua capacità di proteggere i consumatori”.

"Nella maggior parte del Paese, aziende come Verizon, At&t e Comcast hanno un monopolio virtuale sull’accesso a Internet”, ha aggiunto Waxman. "Senza una regolamentazione, possono soffocare l’innovazione facendo pagare il diritto di comunicare con i clienti”.

11 Aprile 2011