Almunia: "Google dovrà garantire la concorrenza in Europa"

ANTITRUST

Il responsabile dell'Antitrust Ue annuncia che la denuncia di Microsoft non è l'unica sul piatto. L'Europa si prepara ad analizzare le 500 risposte al sondaggio mirato a indagare lo stato dell'arte del mercato online che potrebbe riservare cattive sorprese per la web company americana

di Patrizia Licata
Google ha ottenuto il via libera del dipartimento di Giustizia americano per il suo acquisto da 700 milioni di dollari di Ita Software, ma a condizione che renda i dati di viaggio disponibili a motori di ricerca concorrenti e permetta al governo di passare in rassegna eventuali reclami che dovessero arrivare su possibili comportamenti sleali di Google sul mercato dell’online travel.

Come riporta oggi Bloomberg, Big G ha acconsentito a dare in licenza il software di travel information di Ita ad altre società, a creare dei firewall per proteggere i dati dei clienti e ad istituire una piattaforma di arbitraggio per le controversie sulle tariffe.

“L'accordo che proponiamo assicura che i siti che offrono prenotazioni di viaggi e confronti tra i prezzi dei biglietti aerei saranno in grado di competere in modo efficace ed equo, con benefici reali per i consumatori”, ha dichiarato il vice-procuratore generale Joseph Wayland. Ora l’accordo, che scaturisce da otto mesi di revisione dell’operazione Google-Ita da parte del dipartimento di Giustizia americano, deve essere approvato da un giudice federale.

Ma secondo gli esperti, le condizioni imposte dalle autorità a Google aprono le porte a una più vasta indagine del governo Usa sull'attività di ricerca di Mountain View. “Siamo intenzionati a chiudere questa acquisizione il prima possibile”, ha commentato Google, assicurando che permetterà ai clienti di Ita di estendere i propri contratti fino al 2016 e che darà in licenza il software Qpx di Ita in base a termini “equi e non discriminatori”. “Le condizioni chieste dal dipartimento di Giustizia danno il via libera all’acquisizione ma non alleviano i timori che Google possa usare il suo potere di mercato per ridurre la concorrenza”, replica D. Jarrett Arp, avvocato esperto di questioni antitrust presso lo studio Gibson, Dunn & Crutcher a Washington. “Semplicemente l’accordo con le autorità indica che Google si deve aspettare un incremento del controllo dell’antitrust".

E mentre restano questioni aperte tra Google e le autorità che vigilano sulla concorrenza negli Usa, nemmeno in Europa Big G può rilassarsi, visto che il commissario Joaquin Almunia ha fatto sapere che il reclamo presentato da Microsoft contro Google la scorsa settimana (che ha fatto partire l'ennesima indagine Ue) “non sarà l’ultimo” e che i regolatori hanno ricevuto oltre 500 risposte ai questionari mandati all’inizio dell’anno a web companies, editori e inserzionisti per conoscere il funzionamento del mercato online. Data la posizione dominante acquisita da Google, nota il commissario europeo alla concorrenza, c’è da aspettarsi nuove azioni contro il colosso americano della search e dell’advertising online all’interno dell'Unione europea.

Google, infatti, che negli Usa ha circa il 75% della ricerca su Internet, mentre Microsoft e Yahoo!, ormai partner, si dividono il resto, in Europa controlla il 95% del mercato e Almunia ha ribadito, parlando a una conferenza a St. Gallen, in Svizzera, che l’agenzia antitrust dell’Ue sarà “decisa nell’eliminare ogni tipo di ostacolo” che potrebbe impedire ai concorrenti di intaccare questo predominio.

Almunia ha anche riferito di aver incontrato l’ex chief executive officer di Google Eric Schmidt, che gli ha chiesto di chiudere l’indagine aperta la scorsa settimana il prima possibile. Il commissario Ue ha promesso tempi brevi: ciò richiederà "un intenso lavoro per raccogliere tutte le informazioni necessarie", ma Google ha garantito la piena collaborazione.

11 Aprile 2011