Etno: dal cloud 2,4 mln di nuovi posti di lavoro in Ue

LA PREVISIONE

Secondo il presidente Luigi Gambardella per garantire la crescita della Nuvola serve stimolare gli investimenti in Ngn così da sostenere i volumi di traffico ed elaborare un quadro regolatorio ad hoc: "No a interventi legislativi sui servizi ma playing field"

di E.L.
"Il cloud computing sarà un potente motore per la crescita economica, la produttività ed il commercio, che farà risparmiare alle economie europee più di 700 miliardi di euro nei prossimi 5 anni e creerà fino a 2.4 milioni nuovi posti di lavoro”. Lo assicura il presidente di Etno Luigi Gambardella, intervenuto oggi al seminario sul Cloud Computing organizzato dalla Camera di Commercio Americana presso l’Unione Europea. Il cloud computing è oggi una realtà ed i maggiori operatori di telecomunicazioni già offrono servizi basati sulla tecnologia “a nuvola” ai cittadini e alle aziende europee.

“I servizi di cloud computing comporteranno inevitabilmente un’importante crescita del traffico e richiederanno pertanto maggiore capacità di upload e download” ha sottolineato Gambardella, rilevando che sono fondamentali condizioni per stimolare gli investimenti del settore privato nelle reti di accesso di nuova generazione, fisse e mobili.

Anche un quadro regolatorio chiaro ed equilibrato riveste un’importanza cruciale. “Tutti i player che forniscono servizi online ai cittadini europei dovrebbero essere soggetti agli stessi obblighi sulla protezione dei dati, indipendentemente dalla loro collocazione geografica o dal loro settore economico - ha affermato il chairman di Etno - vi è bisogno di un vero level playing field: stesso servizio, stesse regole”.

Tuttavia, questa ridefinizione del quadro di riferimento per il cloud computing non deve aprire le porte ad un ulteriore intervento legislativo sullo sviluppo dei servizi di cloud. “Il contesto del cloud computing non rende necessario introdurre nuovi e specifici diritti per i consumatori - ha concluso Gambardella - le regole generali sulla protezione dei dati e dei consumatori dovrebbero piuttosto essere semplicemente applicate a tutti gli attori in gioco”.

12 Aprile 2011