Facebook assediato dalle cause, ma i gemelli Winklevoss perdono in appello

PROCESSI

I giudici della Corte federale di San Francisco danno ragione a Zuckerberg contro Cameron e Tyler che rivendicavano la paternità del social network. Torna alla carica Ceglia, il newyorkese che reclama 25 miliardi di dollari

di Andrea Ciccolini
I gemelli Winklevoss, Cameron e Tyler, devono rassegnarsi: Facebook rimane di proprietà di Mark Zuckerberg. I due campioni di canottaggio non potranno pretendere più di quanto ottenuto nel 2008.

Cameron e Tyler Winklevoss, ritratti nel film di David Fincher “The social network” come inamidati, ricchi e rigidi ragazzi appartenenti ad un mondo dove l’onore e l’etichetta sono fondamentali, nel 2008 avevano patteggiato con il “nerd” Zuckerberg, accusato di aver loro rubato l’idea ai tempi di Harvard. La somma stabilita fu di 20 milioni di dollari in contanti e 45 milioni in azioni Facebook.

I gemelli sono tornati alla carica quando il social network è stato valutato 50 miliardi di dollari, affermando di essere stati ingannati sul valore reale di Facebook e di aver quindi ricevuto una somma troppo bassa.

Ma i tre giudici della Corte d’Appello Federale di San Francisco hanno dato loro torto. La valutazione eseguita sulle azioni al momento del patteggiamento, dicono, era corretta, dando dunque all’accordo validità ed esecutività definitive.

Ora ai Winklevoss non rimane che vincere la sfida delle Olimpiadi. Dopo essere arrivati sesti nella finale di canottaggio a Pechino 2008, puntano a vincere a Londra 2012.

Le sfide giudiziarie del ventisettenne Ceo non sono finite. Ora reclama metà del valore del sito il newyorkese Paul Ceglia che afferma di aver siglato un accordo con Zuckerberg in seguito al versamento di 2mila dollari per sviluppare Facebook quando era ancora in fase embrionale. Ceglia torna alla carica forte dell’assistenza del potente studio legale Dla Piper dopo aver perso la causa lo scorso anno. Sembra che abbia un asso nella manica: una decina di email scambiate con Zuckerberg: potrebbero valere 25 miliardi di dollari.

13 Aprile 2011