Sul mercato dei computer l'incognita "hand-made"

PREVISIONI

La forte discrepanza tra i risultati di Intel e gli outlook degli analisti mette in luce l'"anomalia" dei Paesi emergenti: tira la domanda, ma il fenomeno dei pc non brandizzati rende arduo il monitoraggio

di M.S.
Quanto è solido il mercato dei pc? La risposta rischia di essere ambigua. Almeno a giudicare dalle previsioni degli analisti, ampiamente smentite dai risultati di Intel che fornisce chip all'80% dei computer di tutto il mondo. Anche le previsioni rosee dell'azienda di Santa Clara per tutto il 2011 fanno emergere un contrasto con gli outlook forniti da terze parti che parlano di debolezza del settore. Secondo Intel nel secondo trimestre le vendite di pc cresceranno ancora a doppia cifra: bassa, ma sicuramente con una performance migliore rispetto al 7% calcolato da Idc e all'11% di Gartner.

Da cosa deriva il gap? Il segreto, secondo il Ceo Paul Otellini, è tutto chiuso dentro i mercati emergenti (Cina e America latina rappresentano oltre la metà del business complessivo di Intel): "La domanda di pc tiene per due fattori: i mercati emergenti e il ricambio all'interno delle aziende". I canali di vendita nei mercati maturi permettono una maggiore precisione nel monitoraggio. Al contrario "altri canali, come quelli dei paesi emergenti - dice Otellini - non sono altrettanto controllabili almeno fino a quando i dati non vengono incrociati con quelli di Intel e dei suoi concorrenti". Gran parte della discrepanza arriverebbe dunque dalla crescente popolarità nei mercati in crescita dei cosiddetti white-box desktop, i computer non brandizzati, particolrmente difficili da tracciare. Si tratta di pc "spesso fatti in casa o assemblati in piccoli negozi". Ci sono letteralmente decine, se non centinaia, di migliaia di questi computer, dice Idc: "Impossibile tentare di tracciare questo tipo di utenza". Certo, Intel sa quanti processori consegna, ma non è sempre certo dove i semiconduttori vanno a finire.

21 Aprile 2011