Sarkozy vuole una tassa per le Internet company (americane)

FISCO

Chi opera in Francia deve rispondere al fisco francese indipendentemente dalla localizzazione geografica della sede legale e dei server. Parte la sfida ai colossi del web

di Patrizia Licata
Il presidente francese Nicolas Sarkozy vuole far pagare le tasse alle grandi multinazionali di Internet. Rivolgendosi a una platea di imprenditori del web nel corso dell'inaugurazione del Conseil national du numerique (Cnn), il nuovo comitato consultivo della Francia per il digitale, Sarkozy ha parlato di "certe aziende" che aggirano le norme fiscali nazionali e trasferiscono i profitti nei Paesi dove il regime fiscale è molto più mite. Il messaggio è chiaro: le aziende del web devono pagare le tasse nei Paesi in cui generano profitti.

"La maggior parte di voi non può considerare normale che una società sia massicciamente presente su un mercato come il nostro e poi delocalizzi tutte le sue operazioni fiscali", ha dichiarato Sarkozy. Il presidente francese non ha fatto nomi nel suo discorso, ma i riferimenti a Google, uno degli esempi più noti di ottimizzazione fiscale, sono stati chiari per tutti.

Il colosso della ricerca Usa è sottoposto a un prelievo fiscale all’estero di appena il 2,4% grazie a una doppia struttura di licensing della sua proprietà intellettuale che fa capo da un lato alla sua filiale in Irlanda: questa a sua volta paga quasi tutti i suoi profitti nella forma di royalties a un'altra società, Google Ireland Holdings, che ha sede nel rifugio fiscale delle Bermuda.

Il presidente francese, che è riuscito a mettere Internet all'ordine del giorno della riunione del G8 che presiederà il prossimo mese in Francia, a Deauville, ha detto che spingerà perché la nuova Cnn venga estesa al di là dei confini francesi. "La Cnn non avrebbe alcun senso se fosse limitata ai confini nazionali”, ha detto Sarkozy. "E’ una sciocchezza istituire una Cnn francese per rappresentare un settore che è globale per definizione", ha aggiunto. Perciò Sarko chiederà che Stati Uniti, Regno Unito, Germania e Giappone aderiscano all’iniziativa.

Il presidente francese sta intensificando la sua attenzione verso un settore dove le sue precedenti iniziative, in particolare la legge Hadopi del 2010 per regolamentare il copyright su Internet, hanno causato non poche proteste. Nel suo discorso Sarkozy non ha mancato di sottolineare l’importanza della e-economy, che ha contribuito alla crescita francese degli ultimi due anni: più di 700.000 posti di lavoro sono stati creati grazie a Internet in Francia dal 1996, ha detto Sarkozy.

Tra i 18 mesi del board della Cnn francese, che Sarkozy vorrebbe internazionale, siedono alcuni dei protagonisti della rivoluzione Internet d’Oltralpe, come Xavier Niel, fondatore dell’Isp Free.fr, Marc Simoncini, direttore del sito di dating online Meetic.com, il numero uno in Europa, e Daniel Marhely, co-fondatore del provider di musica in streaming Deezer.com.

28 Aprile 2011