Assoprovider: "Google pericolosa per le web agency italiane"

PROFESSIONI

L'associazione lancia l'allarme sulla possibilità che il motore dia vita nel nostro Paese a un consorzio di mega aziende in grado di offrire domini e siti Internet personalizzati. "Iniziativa preoccupante: ci sarebbero conseguenze distruttive per i programmatori nazionali"

di Mila Fiordalisi
Assoprovider è venuta a conoscenza della concreta possibilità che Google si "allei" anche in Italia con alcune mega-aziende italiane leader nei rispettivi settori per regalare siti web completi di logistica, e-commerce e quant'altro alle piccole imprese italiane. L'operazione, spiega l'associazione presieduta da Dino Bortolotto, è già ufficiale in altri grandi paesi (Gran Bretagna, Canada e Australia) e proprio per questo l'ipotesi italiana appare concreta e preoccupante.

"Quello che viene offerto alle aziende inglesi  - e italiane se l'iniziativa andrà in porto - dal consorzio guidato da Google è un dominio internet gratis, un sito web personalizzato basato su modelli, promozione e visibilità online sempre gratuite (almeno nel pacchetto base). Ciò che rende preoccupante l'iniziativa è l'abuso di posizione dominante che si configura per Google nel mercato inglese (come eventualmente in quello italiano) della indicizzazione e visibilità. Insomma, chi meglio di Google potrebbe correttamente indicizzare un sito, specie se fatto da un consorzio guidato da Google stessa?" Secondo Assoprovider le conseguenze sarebbero distruttive per la neonata industria italiana delle web agency, che oggi da lavoro a decine di migliaia di giovani programmatori italiani, "che si vedrebbero ovviamente messi fuori gioco da una offerta concorrente gratuita e promossa con i potenti mezzi di Google e co".

"Dunque una operazione come Gbbo (Getting British Business Online) non ci piacerebbe in Italia oltre che per il configurarsi di profili antitrust nel settore dell'online marketing (e stiamo parlando del leader globale nel settore della pubblicità online) anche per il fatto che distruggerebbe la professionalità dei web designer e comunicatori professionisti. Specie in tempi di crisi non crediamo ci sia bisogno di iniziative da centralismo sovietico", continua l'associazione che si schiera a difesa delle figure professionali coinvolte, "una intera categoria di web designer" e richiama l'attenzione sui problemi di qualità del prodotto offerto alla piccola impresa italiana.

"Per quello che riguarda l'iniziativa britannica - che è ben documentata sul web, compresi forum dove gli utenti si lamentano del pessimo supporto - si è rivelata fallimentare e a nostro avviso non poteva essere altrimenti. Le aziende non hanno bisogno di un servizio standard e uguale per tutti. Un sito web - per quanto piccolo possa essere - non si vende come una casella Pec, ma deve raccontare l'azienda, rappresentarla e deve per questo essere progettato seguito e curato da professionisti del settore. La creatività italiana oggi al servizio delle web agency rischia però di essere disintegrata dalla presenza di un prodotto gratuito e scadente, con la conseguente perdita di moltissimi posti di lavoro e di professionalità"


Assoprovider condanna dunque il comportamento di Google "che sempre più agisce da monopolista arrogante imponendo con la sua forza servizi universali di per sé di natura extraterritoriale. Non possiamo quindi che auspicare, accanto al non realizzarsi di una 'Getting Business Online' all'italiana, la nascita ed il successo di nuovi motori di ricerca alternativi a Google, proprio per sostituire un oligopolio con un pluralismo effettivo di offerta; la risposta in Europa potrebbe essere la nascita di un motore di ricerca Europeo in risposta a Google, considerato che già oggi l'industria dei Search Engine è di interesse strategico, per ovvi motivi, almeno quanto lo è la tradizionale industria della Difesa".

Intanto, Google annuncia il lancio in Italia, Spagna e Olanda della versione beta di Google Shopping, il servizio che favorisce il contatto tra negozianti e acquirenti sul Web.

Google Shopping è un motore di ricerca prodotti che consente agli utenti di trovare online le informazioni sugli articoli, di comparare i prezzi e di identificare il venditore dal quale effettuare l’acquisto. Gli utenti possono cercare i prodotti dalla homepage di Google Shopping (google.it/shopping) e hanno anche la possibilità di cliccare su ‘Shopping’ nel pannello a sinistra della pagina dei risultati di ricerca per visualizzare i risultati originati esclusivamente da Google Shopping.

Il servizio consente agli utenti individuare quali negozi online vendono l’articolo che stanno cercando, mentre i venditori hanno la possibilità di incrementare le vendite grazie al traffico indirizzato sui loro portali. I retailer possono registrarsi a Google Shopping gratuitamente, inserendo una lista dei prodotti in vendita nei propri negozi virtuali sul Merchant Center di Google (google.it/merchants).

03 Maggio 2011