Rifiuti, sarà un chip a seguire quelli di Roma

PROGETTI

L'iniziativa del Codacons: sensori nelle buste dell'immondizia per verificare il percorso fino alla discarica grazie alla tracciabilità via Gps

di Paolo Anastasio
Un chip con Gps incorporato da mettere all'interno di buste dell'immondizia, bottiglie di plastica e cassonetti per verificare se realmente i rifiuti a Roma seguono il percorso della raccolta differenziata. Il Codacons si inventa 007 e lancia un'iniziativa per controllare la tracciabilità dei rifiuti, minacciando denunce penali in caso di trasgressione da parte dell'Ama.

L'idea dell'associazione dei consumatori è quella di inserire dei chip con rilevatori Gps nelle buste con della plastica e poi gettarle nell'apposito cassonetto; una volta attivato, il chip invierà degli sms per segnalare la sua posizione che potrà essere rintracciata attraverso programmi di mappatura tramite Google Earth.

"Salvo ulteriori proroghe - ha detto Carlo Rienzi, presidente del Codacons - a giugno dovrebbe entrare in vigore il criterio di tracciabilità della spazzatura (il Sistri ndr). Nell'attesa noi metteremo alcuni di questi chip nei contenitori della plastica: la differenziata dovrebbe andare nell'impianto di Rocca Cencia, ma se così non fosse renderemo noto dove va a finire, valutando eventuali responsabilità anche penali".

"Se non ci sarà il corretto smaltimento ci sarebbero numerosi reati contestati, compresa la truffa aggravata - aggiunge Carlo Rienzi, precisando che il monitoraggio andrà avanti per 30 giorni, "per capire se anche la plastica viene raccolta una volta a settimana".

Intanto, il Codacons ha lanciato una class action contro il Comune di Roma, per i disservizi della raccolta rifiuti in città, con una richiesta di risarcimento danni di mille euro per ogni romano. L'azione è stata annunicata dopo il monitoraggio della raccolta in diverse zone della Capitale, che secondo l'associazione avrebbe dato esiti negativi.

Secca replica del consigliere Pdl di Roma Capitale, Federico Rocca: "Il Codacons paghi l'Ama invece di fare falsi moralismi".

"Il moralismo del Codacons - dice Rocca - ci lascia un po' perplessi. A parte il non voler considerare gli sforzi posti in essere da subito dall'amministrazione e i risultati raggiunti nella riqualificazione delle periferie, abbandonate purtroppo per anni a loro stesse, e il sempre maggior decoro assicurato a tutta la città, diventa difficile accettare lezioni sull'ambiente da una associazione che, dati alla mano, non ha saldato il pagamento della tariffa all'Ama per due locali a Roma che ospitano altrettante sedi dell'associazione, in viale Mazzini e in via Andreoli".

"Verifiche condotte su questi immobili già dall'ottobre 2010 - spiega il consigliere - e per i quali già sono state inviate lettere di sollecito dall'Ama proprio per recuperare i mancati pagamenti. Invece di dare corso a iniziative propagandistiche, dunque, consiglieremmo al Codacons maggiore responsabilità e attenzione, magari rinunciando alle polemiche strumentali a favore di un atteggiamento più costruttivo".

04 Maggio 2011