Le Pmi puntano sull'innovazione, ma su Internet ancora ferme

CONFINDUSTRIA

Secondo un'indagine di Confindustria il 90% di piccole aziende innova per migliorare la performance. Soltanto il 13,4% vuole mantenere la conduzione familiare

di P.A.
L'innovazione come strumento per crescere: il 90% delle piccole e medie imprese punta su questo come strategia futura e molte hanno già innovato nei prodotti o nei processi negli ultimi cinque anni. E' quanto emerge dal sondaggio, coordinato dal Csc e condotto da Demos&Pi sulle Pmi manifatturiere associate a Confindustria su un campione di 508 pmi.

Nelle strategie adottate o che stanno per esserlo, quasi il 90% delle pmi gettona l'innovazione di prodotto e/o processo; l'80% vota per l'entrata in nuovi mercati esteri; oltre il 70% vuole inserire professionalità manageriali, acquisendo così nuove competenze; oltre il 60% indica gli investimenti in marchio.

Inoltre sono molte le Pmi che hanno innovato negli ultimi cinque anni: il 74,4% lo ha fatto nei prodotti, il 69,6% nei processi, il 63,8% nell'organizzazione e il 52,3% nella commercializzazione. E sempre più risorse sono state destinate alla ricerca e sviluppo.

Tuttavia, ancora poco si brevetta (31,6%) e si registrano marchi (37,7%). Si è molto indietro nell'uso di Internet: solo il 14,3% lo utilizza per vendere, realizzando appena il 12,5% del fatturato.
Nella governance c'è un'alta propensione (55,1%) a rimanere strettamente legate alla conduzione familiare, anche nel passaggio del testimone generazionale.

C'e' ancora tra le Pmi di Confindustria diffusa consapevolezza dell'importanza della crescita dimensionale: solo il 13,4% dice che la stazza raggiunta 'va bene cosi', non c'è bisogno di crescere'; e due terzi, con una certa omogeneità di vedute tra piccolissime, piccole e medie, sa che essere più grandi conta per potere avere maggiori risorse da dedicare alla ricerca e all'innovazione e presidiare meglio i mercati, soprattutto esteri.

05 Maggio 2011