Scotta il "mercato grigio", per Zynga guai legali in vista

SOCIAL GAME

La società produttrice di social game al centro di una battaglia legale per aver impedito di vendere le proprie azioni all'ex fondatore, Andy Trader

di Elisabetta Badolisani
Una vicenda nebulosa si addensa sui cieli già contraddittori della storia finanziaria di Zynga, società leader nello sviluppo di videogiochi. La start up si trova al centro di una battaglia legale per aver impedito a una società di Abu Dhabi, l’Alpha Investment, di acquisire il corposo pacchetto azionario di Andy Trader.

Trader, da sempre indicato nelle comunicazioni della società come uno dei fondatori, nell'estate scorsa lascia improvvisamente l’azienda, per l’altro solidissima con i suoi 800 dipendenti, quasi 250 milioni di utenti mensili e una valutazione complessiva di circa 3 miliardi di dollari. Da allora Zynga, nei documenti ufficiali, fa riferimento a Trader come “ex-dirigente”. Semplice mancanza di savoir-faire?

Dopo le dimissioni Trader si rivolge alla piattaforma di intermediazione finanziaria per titoli privati SecondMarket per liberarsi dei propri titoli azionari. Si fa avanti Alpha Investment, pronta ad acquistare 1 milione di azioni a 12,87 dollari ciascuna. Ma Zynga, esercitando forti pressioni su SecondMarket, riesce a bloccare la cessione sulla base di un nuovo statuto che vincola tutti i dipendenti, e quindi anche l’ex dirigente Trader, ad attendere i 180 giorni dopo un’offerta pubblica di acquisto della società per vendere il proprio stock azionario. Un cavillo tecnico che ha spinge Trader e l’Alpha Investment a presentare ricorso contro Zynga presso la Delaware Chancery Court, Wilmington.

SecondMarket preferisce non commentare l’azione intrapresa dai suoi clienti, ma tramite il portavoce Mark Murphy ricorda che “SecondMarket consente ai propri clienti piena libertà di scelta su chi può o non può comprare e vendere azioni”.

Sui mercati finanziari “paralleli” sono le imprese a fare le regole… e a decidere quando posso essere violate. Nel 2009 Zynga aveva raccolto ben 180 milioni di dollari vendendo azioni alla società russa Digital Sky Technologies e ad altri investitori, azioni in gran parte di proprietà dei suoi dipendenti.

Un precedente che potrebbe rivelerare tutto il suo peso proprio nella causa Alpha-Zynga in corso. È importante anche ricordare che Zynga aveva l’opportunità di comprare i titoli di Trader, secondo la legislazione sul diritto di recesso, entro un mese dallo scioglimento del rapporto, e non l’ha fatto: rendendo così evidente, dicono gli osservatori, la discriminazione operata nei confronti di Alpha Investment. Secondo Bloomberg Zynga sta tentando di ritardare il passaggio a public company (obbligato quando si superano i 500 investitori sul mercato secondario) per poterci arrivare con la preparazione migliore e, forse, con gli investitori migliori: investitori pubblici, come la Rowe Price Group, di cui Zynga sta cercando di attirare i capitali.

05 Maggio 2011