Lottomatica, l'"ircocervo" a tutto Ict

CIO VISION

Il Cio Giovanni Rando Mazzarino: "L'Ict è il prodotto stesso della società: come B2B a supporto di reti di vendita e ricevitorie, come B2C a supporto del cliente". L'azienda pronta ad accettare la sfida della "nuvola": "Quasi tutti i nostri progetti 2011 sono in logica cloud privato"

di Gildo Campesato
È tante cose insieme. Una società di giochi, una eccellenza dell’informatica italiana, un innovatore che investe risorse massicce in ricerca e sviluppo, uno dei big spender nell’Ict, un diffusore di tecnologie con oltre centomila punti vendita diffusi in tutta Italia, un gestore di rete telefonica con tanto di “patente” Olo, uno “sportello” per i pagamenti alla pubblica amministrazione, una “banca” che intermedia quasi 80 milioni di euro ogni giorno attraverso 80.000 pos in tutta Italia: se dovessimo inserirla in un bestiario medioevale, Lottomatica sarebbe un ircocervo dai mille volti. Se invece dobbiamo condensarla in una sola definizione, è una delle più importanti ed interessanti società ad alta tecnologia operanti in Italia. Un gioiello del made in Italy avanzato.
A guardarla con gli occhi di sei anni fa è completamente cambiata: ha differenziato radicalmente l’offerta, con Lotto e Gratta&Vinci top performer mondiali, un 10&Lotto online ogni cinque minuti, una rete di slot machine in più di 20.000 “punti vendita”, leader di mercato nelle concessioni pluri-providers e in servizi commerciali come ricariche, bollette, canoni.
Per dirla con le cifre: 30 milioni di investimenti l’anno solo in ICT, 10.000 ore di formazione nelle operations, 40.000 circuiti broadband ramificati in tutta Italia ma governati centralmente nei data center aziendali, un network di dimensioni impressionanti, composto da più di 100.000 punti vendita, con oltre 250.000 terminali che gestiscono all’anno oltre 4,5 miliardi di transazioni in real time, 30 miliardi di euro di transato.
“Senza un uso massiccio dell’informatica e soluzioni adeguate, quasi sempre costruite da noi stessi, sarebbe impossibile gestire un sistema così complesso”, spiega Giovanni Rando Mazzarino Chief technology officer di Lottomatica, l’uomo cui è affidata la responsabilità di far funzionare alla perfezione una macchina delicatissima che culla i sogni degli italiani che si affidano alla fortuna. Se qualcosa non va, non passa certamente inosservato...
L’Ict ha un ruolo decisivo.
Al punto che potremmo dire che l’Ict è il prodotto stesso di Lottomatica. Sia in logica B2B, quale supporto alla rete vendita e alle ricevitorie, sia come B2C dal momento che, per i prodotti online così come per i Call Center, è l’abilitatore fondamentale. L’intelligenza progettuale è tutta interna a Lottomatica, le cui soluzioni tecnologiche integrano il know how delle società del gruppo come Spielo, Atronic, Gtech, Boss Media, G2. All’esterno ci rivolgiamo in linea di massima per affrontare i momenti di picco di sviluppi applicativi. Queste sinergie ci hanno consentito di tenere alta la competenza tecnologica e di controllare la spesa in Ict, predominante nei nostri budget.
Avete lanciato “10 e Lotto” per il quale connessioni a banda larga sembrano indispensabili. Lo proponete solo a una parte del Paese?
Assolutamente no. Siamo riusciti a progettare soluzioni che hanno superato i limiti tecnologi della rete consentendo la visualizzazione “contemporanea” dei messaggi a tutti i 35.000 soggetti interessati. Senza questi interventi, i messaggi rischiavano di arrivare in fondo alla catena anche dopo un minuto. Capisce bene l’importanza di una soluzione tecnologica di questo tipo, in un contesto operativo che lascia solo quattro minuti fra un’estrazione e l’altra.
Come avete fatto?
Dovevamo interconnettere una rete di punti vendita diffusi in tutta Italia, anche in zone dove il broadband non c’è. La soluzione si basa su un sistema che in modalità “push” per i broadband ed in modalità “pull” per gli altri, eroga i dati delle estrazioni ai terminali dei punti vendita, realizzando un vero e proprio sistema di multi-casting. Le componenti centrali di questa architettura sono algoritmi e protocolli real-time, la cui proprietà intellettuale è di Lottomatica. Gestiscono la mappa dei punti vendita attivi istante per istante e, sulla base della effettiva qualità della linea, garantiscono l’invio dei dati in tempo reale.
In tutta sicurezza?
La sicurezza è un’altra delle nostre priorità. Ogni chiusura giornaliera viene fatta con la Commissione dedicata dei Monopoli di Stato che verifica correttezza, sicurezza e governo tecnologico dell’intera catena. Tutte le estrazioni sono crittografate e blindate con chiavi di accesso doppie fra noi e i Monopoli. Tutto viene puntigliosamente e costantemente monitorato.
Ora gestite anche slot machine.
Oltre alle tradizionali slot machine denominate AWP - ne gestiamo più di 50.000 - con il nuovo progetto delle Videolottery (VLT), abbiamo collaudato ed attivato più di 500 sale, con circa 6.000 macchine operative, tutte costantemente connesse in remoto. Supportati dalla nostra controllata Spielo, leader nelle gaming solution e operante in tutto il mondo, abbiamo realizzato features uniche che consentono, in caso di guasto della linea di comunicazione, di attivare una linea di backup in tempi estremamente contenuti, impercettibili dall’utente finale che chiede tempi velocissimi di risposta alle sue giocate. Lottomatica Italia ha curato l’intero progetto di networking e di integrazione alla rete ed ai propri sistemi, nonché la connessione a Sogei. La nuova Rete VLT ospita nel sistema centrale, a volte lontano centinaia di chilometri dalle sale in cui si trovano le slot machine, tutta la logica del gioco, ivi compreso l’RNG (Random Number Generator) che decreta le giocate vincenti. Il progetto voluto da AAMS e curato tecnicamente da SOGEI che ha coinvolto tutti i concessionari, tra cui Lottomatica, ha contribuito a dare trasparenza al settore, rendendo più sicura l’intera filiera a garanzia dei giocatori e della crescita dell’intero comparto.
E poi siete un operatore telefonico.
La nostra controllata SED Multitel ha acquisito una licenza Olo, non certo per entrare nel business della telefonia ma per consentire a migliaia di imprenditori (tabaccai, baristi, esercenti) di evolvere significativamente nella loro attività con l’offerta di servizi a valore aggiunto, impensabili senza una moderna rete telematica broadband.
D’accordo con le telco?
Affittiamo connettività dai maggiori operatori, ma monitoriamo, governiamo e operiamo noi stessi la nostra rete. In collaborazione con Telecom e aziende come Tiesse di Ivrea, abbiamo progettato soluzioni che ci hanno consentito di risolvere situazioni che necessitavano di ulteriori risorse di interconnessioni in termini di banda e di affidabilità. Le attività di assistenza proattiva e di intervento on site sono supportate dai nostri Centri di controllo di rete e Data center che consentono interventi immediati di ripristino sugli apparati centrali, sui terminali e sui dispositivi di rete presso i punti vendita.
Si direbbe che siete un propulsore dell’Italia digitale.
Il futuro del Paese sta lì. Ma anche il presente: gli imprenditori che lavorano con noi hanno bisogno di reti telematiche moderne, a larga banda, altrimenti non possono fare bene il loro lavoro e sfruttare le opportunità di crescita offerte dal mercato. Gli oltre 100.000 punti vendita, su cui poggia la nostra rete, sono un osservatorio capillare e preciso della realtà italiana. Il digital divide reale è più grande di quanto non emerga, a volte, dalle statistiche di settore, anche se molto è stato fatto in questi ultimi anni.
Avete una piattaforma di data center formidabile. Non pensate a soluzioni cloud?
Siamo una società Ict e quindi siamo interessati a tutto quel che avviene nell’informatica, sia come utilizzatori che come integratori di tecnologia nel nostro segmento operativo. Non possiamo quindi non occuparci di cloud. Gran parte dei provider di servizi cloud sono americani, dobbiamo quindi approfondire gli aspetti normativi - vedi il tema privacy - e di sicurezza, il cui approccio è diverso da quello europeo. Inoltre dobbiamo conciliare il tutto con la natura concessoria della nostra attività, che ci impone obblighi particolari.
Allora il cloud non vi interessa?
Al contrario, il Cloud cambierà nel prossimo futuro l’approccio alle tecnologie e la modalità di utilizzo delle stesse. Non può quindi non essere di interesse. Abbiamo già sperimentato alcune applicazioni che ci stanno portando benefici significativi su alcuni verticali. Non escludo che possa diventare un nostro modo di operare, infatti quasi tutti i progetti del 2011 sono in logica di cloud privato. Ovviamente stiamo approfondendo le tematiche quali la portabilità degli applicativi, le economie di gestione, la scalabilità e le sinergie possibili con realtà esterne che questa tecnologia può offrire.

09 Maggio 2011