Sony, il ceo Stringer: "Avrei dovuto informare subito gli utenti"

CASO PLAYSTATION

Il numero uno della società giapponese ammette i ritardi di comunicazione dopo il blocco delle carte di credito e delle password di circa cento milioni di clienti della Playstation

di P.A.
Il Ceo della Sony Howard Stringer chiede scusa alla clientela per le falle al sistema di sicurezza di Internet che hanno costretto la società a bloccare le carte di credito e a ritirare le password di 78 milioni di utenti della Playstation Network.

Dopo diversi giorni di silenzio Stringer ha ammesso che la Sony avrebbe dovuto "notificare prima ai clienti" i disagi che avrebbero dovuto sopportare per il furto dei loro dati informatici personali avvenuti all'interno della rete della società giapponese. "Avrei dovuto dare prima delle riposte - ammette Stringer - ma le analisi sono state complesse. Gli hacker fanno di tutto per coprire le loro tracce e c'è voluto diverso tempo ai nostri esperti per scoprire quali informazioni personali erano state rubate".

La Sony ha offerto ai clienti che hanno subito danni 30 giorni di accesso gratis a un servizio giochi e un rimborso per il rinnovo delle carte di credito. "So che è stato frustrante per voi - aggiunge Stringer - A oggi non c'è evidenza di un utilizzo dei dati personali rubati, ma continueremo a monitorare la situazione".

Sony ha annunciato di essere alla fase finale dei test sul network che sostituirà il servizio di videogiochi online che è stato fuori servizio per due settimane.

"Oggi il nostro network globale e il nostro team per la sicurezza presso Sony Network Entertainment e Sony Computer Entertainment hanno iniziato l’ultima fase del test interno sul nuovo sistema", ha detto Patrick Seybold, portavoce di Sony.

Un secondo attacco in pochi giorni ai sistemi della Sony è avvenuto il 3 maggio scorso. Dopo l’attacco hacker che ha compromesso il network della PlayStation con cui si collega chi gioca dalla popolare console della Sony e esposto i dati di oltre 70 milioni di utenti, il colosso asiatico ha dovuto chiudere un secondo network online dedicato ai suoi clienti del gaming, il sistema Sony Online Entertainment, che serve i giocatori di EverQuest e di altri giochi Sony cui si accede dai personal computer. L’azienda giapponese ha anche per la prima volta ammesso che gli hacker hanno rubato i dati di migliaia di carte di pagamento.

Nel nuovo attacco, sono stati sottratti nomi, indirizzi di posta elettronica e fisica e numeri di telefono di 24,6 milioni di utenti ed è rimasto compromesso un database che raccoglie dati dal 2007, esponendo oltre 12.700 numeri di carte di debito e credito e più di 10.700 informazioni su pagamenti effettuati da Austria, Germania, Paesi Bassi e Spagna.

L’attacco ha ripercussioni massicce non solo per la capillarità con cui potrebbe aver colpito i sistemi Sony ma anche per l’estensione nel tempo, perché l’esposizione dei dati sensibili di milioni di utenti li mette a rischio di furto di identità per i prossimi anni.

Le dimensioni sono spaventoseg: fino a 100 milioni di clienti della PlayStation Network, della Sony Online Entertainment e anche del servizio di film e musica Qriocity saranno vulnerabili per anni, perché, spiega Steve Ward, portavoce della società di security online americana Invincea, “gli hacker ora hanno il nome, la data di nascita, il cognome da nubile della madre e altri dati personali degli utenti Sony, informazioni usate per provare la nostra identità online e che da ora in poi possono essere usate per falsificarla”.

06 Maggio 2011