Cybercrime, l'Italia nella black list Usa dei paesi ad alto rischio

CYBERCRIME

L'Office of the United States Representative ci ha inseriti per la prima volta nella lista dei paesi più esposti al pericolo di contraffazione online

di Paolo Anastasio
L'Office of the United States Trade Representative ha inserito per la prima volta l'Italia nella "watch list" dei paesi ad alto rischio pirateria. Lo rende noto Tullio Camiglieri, coordinatore del Centro Studi per la protezione dei diritti degli autori e della libertà di informazione che, in Italia, sta portando avanti la campagna antipirateria.

L'Italia è ora affiancata - si legge in una nota - a Bielorussia, Bolivia, Brasile, Brunei, Colombia, Costarica, Repubblica Dominicana, Ecuador, Egitto, Finlandia, Grecia, Guatemala, Giamaica, Kuwait, Malaysia, Messico, Norvegia, Perù, Filippine, Romania, Spagna, Tagikistan, Turchia, Turkmenistan, Ucraina, Uzbekistan, Vietnam.

"Certo non siamo in una bella compagnia - dice Camiglieri - quanto dovremo ancora aspettare perché sia chiara l'urgenza di adottare misure regolamentari e legislative che garantiscano certezza del diritto e rispetto per l'industria culturale del nostro paese?".

"Il nostro Paese non ha bisogno di primati di questo genere - prosegue Camiglieri -. Al contrario, in una situazione in cui l'impatto economico della pirateria è stimato intorno a 500 milioni di euro persi per i canali legali, con un'incidenza che dal 2009 al 2011 è cresciuta del 5% e con un totale di 384 milioni di atti di pirateria audiovisiva, non si può più aspettare ed è necessario agire subito".

"Qualche segnale positivo in Italia si coglie comunque dagli ultimi dati Ipsos (gennaio 2011) - conclude la nota -, per esempio l'aumento costante della percezione del reato da parte del fruitore illecito, arrivata a toccare il 70% dei pirati, così come il fatto che l'83% dei pirati risulta ritenere che la denuncia penale sia un deterrente efficace".

06 Maggio 2011