A Pechino un'Agenzia di Stato per censurare il web

INTERNET

In Cina giro di vite sui contenuti online, con la nascita di un dipartimento ad hoc per la gestione dei contenuti online responsabile anche del settore di giochi e video

di Paolo Anastasio
Giro di vite di Pechino nel controllo del web. Il governo centrale ha annunciato la nascita di un Ufficio di Stato dell’informazione su Internet, per la supervisione dell’attività online dei siti per lo più americani che spingono per una libertà digitale poco gradita all’apparato cinese. Lo scrive La Tribune, aggiungendo che dopo il blocco di Google la museruola sarà adottata anche per altri soggetti. L'obiettivo è controllare i 457 milioni di internauti sotto la Grande Muraglia.

Nel dettaglio, il nuovo Ufficio di Stato dell’informazione su Internet sarà responsabile di controllare, coordinare, indirizzare la gestione dei contenuti online, e di trattare le autorizzazioni amministrative destinate alle società che diffondono informazioni sul web.

Oltre alle sanzioni, l’agenzia sarà responsabile di gestire anche il business dei giochi, dei video e degli editori online. In altre parole, nelle maglie del governo finiranno anche il motore di ricerca Baidu, quotata al Nasdaq, e il social network Renren, che la settimana scorsa è sbarcata in borsa a New York guadagnando il 28% al debutto.

Super sorvegliata sarà anche Tencent, fornitore di servizi di instant messaging, il maggior gruppo internet del paese, di proprietà di QQ, senza dimenticare Sina. A febbraio il governo cinese ha censurato la pubblicazione online di tutte le informazioni legate al rovesciamento del leader egiziano Moubarak. Sul fronte televisivo, censurate le fiction poliziesce sostituite da programmi patriottici in vista del novantesimo anniversario del partito comunista cinese, da celebrarsi il primo luglio prossimo.

09 Maggio 2011