Sistri, le imprese scrivono a Berlusconi: "Sospendere subito il sistema"

IL CASO

I presidenti di Confindustria Rete Imprese Italia, Alleanza delle cooperative e Confapi chiedono al premier un incontro urgente affinché sia ripensata la piattaforma e se ne blocchi l'uso obbligatorio a partire dal prossimo primo giugno. "A rischio l'operatività di 360mila aziende"

di Mila Fiordalisi
Sospendere l'avvio del Sistri. E ripensarne il funzionamento. Questa in sintesi la richiesta messa nero su bianco dai presidenti di Confindustria Rete Imprese Italia (Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti), Alleanza delle Cooperative Italiane (Agci, Confcooperative, Legacoop) e Confapi in una lettera fatta pervenire al premier Silvio Berlusconi e per conoscenza al ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo,

A seguito dell'esito negativo del click day le aziende, pur condividendo lo scopo del sistema di tracciabilità dei rifiuti -
"che servirà a combattere la criminalità organizzata in un settore critico e che potrà comportare una semplificazione della gestione, eliminando la documentazione cartacea" - sottolineano "la gravità della situazione in cui verrebbero a trovarsi le imprese qualora tale sistema diventasse obbligatorio dal prossimo primo giugno, come previsto dalla normativa in vigore".

"Occorre riconoscere che il sistema nel suo insieme non è sufficientemente collaudato per poter essere utilizzato", si legge nella missiva. Nelle imprese "la preoccupazione è fortissima e il malumore generalizzato. Dal prossimo primo giugno 360mila aziende non potranno infatti produrre, trasportare e smaltire i rifiuti se non utilizzando le nuove procedure informatiche, pena gravi e onerose sanzioni". I firmatari della lettera chiedono un "incontro urgente" al presidente Berlusconi "per ripensare il sistema".

Cisl: "L'avevamo detto nel 2009"
"Dire l'avevamo detto può apparire una formula antipatica, ma mai come in questo caso è d'obbligo". Con questa battuta il segretario confederale della Cisl, Fulvio Giacomassi, ripercorre le tappe delle critiche che il sindacato aveva già avanzato al ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo sul Sistri, nuovo sistema informatico per le procedure di smaltimento dei rifiuti, duramente contestato da Confindustria.

"Nel gennaio del 2009 , quando l'avvocato Luigi Pelaggi, il capo della segreteria tecnica del ministro Prestigiacomo, presentò il progetto Sistri per l'informatizzazione della gestione dei rifiuti , questi fu invitato dalla Cisl e dalla Confindustria nell'ambito del Cespa , il Consiglio Economico e Sociale per le Politiche Ambientali, a dilazionare nel tempo, con una gradualità riferita alle dimensioni delle imprese, la realizzazione del nuovo sistema denominato Sistri", ricorda il sindacalista.

"Il consiglio e la raccomandazione furono scambiati per ostruzione e sabotaggio e lo stesso Cespa non fu più convocato per nessuna delle problematiche ambientali che hanno riguardato il ministero", dice ancora. "Ora che di nuovo tutto il mondo delle imprese invoca il rinvio del sistema Sistri, che dovrebbe entrare in vigore il prossimo 1° giugno - conclude Giacomassi - rinnoviamo al ministro Stefania Prestigiacomo l'invito di tornare ad avvalersi del Cespa e dei suggerimenti disinteressati che le parti economiche e sociali hanno avuto sempre la capacità di esprimere con competenza e cooperazione nell'ambito di quel consenso istituzionale".

Intanto, il senatore Gianpaolo Vallardi della Lega Nord è tornato alla carica in difesa delle aziende, chiedendo di rispolverare subito "il disegno di legge che proroga l'entrata in vigore del sistema, presentato a ottobre scorso al Senato - dice - già assegnato alle corrispondenti Commissioni Ambiente, che proroga al 2012 l'entrata in vigore del nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti".

17 Maggio 2011