Data center in tilt, costi fino a 11mila dollari al minuto

LO STUDIO

Uno studio congiunto di Emerson Network Power e Ponemon Institute quantifica le spese a carico di Tlc service provider e operatori di e-commerce nei casi di interruzioni dei servizi erogati. In gioco produttività e guadagni ma anche dati sensibili e immagine

di Patrizia Licata
Ammontano a oltre 5.000 dollari al minuto, con punte di 11.000 dollari, i danni economici generati da un imprevisto guasto nel data center, danni dovuti alla perdita di guadagni e produttività, ma anche alla compromissione dei dati e della fiducia degli stakeholder e alle ripercussioni legali, come rileva uno studio congiunto di Emerson Network Power e del Ponemon Institute.

Le interruzioni nel funzionamento dei data center non sono rare, sottolineano gli analisti: il 95% delle aziende americane ha subito almeno un guasto imprevisto negli ultimi due anni e la maggior parte dei professionisti che lavora nei data center afferma che sono spesso dovuti a metodi di gestione e investimenti inadeguati che impediscono di prevenire o rispondere prontamente alla rottura nella continuità del servizio.

Emerson Network Power (divisione della Emerson) e il Ponemon Institute hanno realizzato lo studio sul funzionamento e la gestione dei data center intervistando oltre 450 professionisti dei data center con sede negli Stati Uniti e conducendo un’analisi di 41 data center indipendenti di diversi segmenti industriali grandi almeno 2.500 piedi quadrati (quasi 900 metri quadrati), allo scopo di calcolare costi diretti e indiretti delle interruzioni del servizio.

Ne emerge che se il data center va completamente in tilt, con un tempo di ripristino medio delle operazioni di 134 minuti, il costo per l’azienda di queste oltre due ore di black-out è di circa 680.000 dollari. Ma per le aziende con modelli di guadagno che dipendono esclusivamente dalla capacità dei data center di fornire servizi It e di networking – come i telecommunications service provider e le società dell’e-commerce – un singolo evento può arrivare a costare, nel caso peggiore, 1 milione di dollari, più di 11.000 dollari al minuto.

“Oggi le aziende dipendono sempre più pesantemente dai sistemi It e dalla loro capacità di supportare le applicazioni più strategiche per il business: per questo un singolo evento che interrompe il servizio può colpire significativamente la profittabilità e- in casi estremi – la viabilità di un’impresa”, afferma il Prof. Larry Ponemon, presidente e fondatore del Ponemon Institute, centro di ricerca focalizzato sui temi della privacy, protezione dati e codici di comportamento aziendali per l’information security. “Un’infrastruttura per data center non correttamente gestita causerà ricorrenti eventi di downtime producendo significative perdite finanziarie nonché danni permanenti alla reputazione dell’azienda”.

I professionisti che gestiscono i data center lamentano la carenza di risorse per una gestione ottimale: il 57% ritiene che la maggior parte degi guasti avrebbe potuto essere prevenuta e solo il 37% pensa di avere a disposizione tutte le risorse necessarie per rimettere rapidamente in funzione il data center in caso di problemi.

“I guasti producono una molteplicità di costi ricorrenti, da quelli diretti legati al compito di trovare le cause del guasto e risolverlo a quelli indiretti associati con l’interruzione di attività business-critical”, aggiunge Peter Panfil, vice president e general manager della unit Power nord-americana di Emerson Network Power. “Ridurre al minimo i rischi di guasti richiede degli investimenti, ma questi sonocompensati dal tempo e dai soldi che si risparmiano mantenendo il più possibile l’efficienza del data center”.

17 Maggio 2011