Hp, 2011 al ribasso. Apotheker non ce la fa?

STRATEGIE

Per la seconda volta l'azienda taglia l'outlook su utili e vendite. Colpa del rallentamento del mercato Pc, del terremoto in Giappone e dei tagli del predecessore Hurd? Per gli analisti è il nuovo management che non funziona

di Patrizia Licata
A sei mesi dall’entrata in carica come chief executive di Hewlett-Packard, il compito di Leo Apotheker sembra più difficile che mai. La più grande azienda tecnologica del mondo ha ridotto le previsioni per utili e fatturatto per il suo anno fiscale in un report messo insieme in grande fretta dopo che un’email dello stesso Apotheker che avvisava gli executive dell’arrivo di “tempi duri” è trapelata su Bloomberg News (con conseguenze anche in Borsa, dove il titolo Hp è scivolato del 7,3% subito dopo la notizia).

Si tratta della seconda volta che il Ceo deve abbassare il forecast per l’anno fiscale, dopo aver invece alzato gli obiettivi finanziari di Hp al momento della nomina, a novembre. Apotheker afferma che la causa sono anche fattori al di fuori del suo controllo, come il terremoto in Giappone e i feroci tagli dei costi decisi dal suo predecessore Mark Hurd, che ha licenziato 48.000 persone con grave danno per il business dei servizi di Hp, e ha assicurato agli investitori che ora sono previsti nuovi investimenti per rivitalizzare le attività più redditizie.

Ma alcuni analisti non sono più convinti della validità del management del colosso hitech: Jason Norris, senior vice president della ricerca presso la Ferguson Wellman Capital Management, che ha venduto quasi tutte le sue azioni Hp negli ultimi sei mesi, non pensa che Apotheker sia in grado di traghettare con successo Hp attraverso le acque in tempesta.

Hp era ritenuta una solida macchina che sfornava guadagni sotto il precedente Ceo Hurd. Apotheker ha cercato di rifocalizzare l’azienda su aree più profittevoli come lo sviluppo software, che ancora rappresenta solo una piccola frazione del fatturato, e di sfruttare meglio l’ampio portafoglio di attività dell’azienda. Ma la rifocalizzazione sta avvendo con lentezza e intanto Hp ha dovuto affrontare problemi strutturali nella sua divisione servizi, che rappresenta il 28% delle revenues ma gestisce per lo più lavoro con bassi margini, come installare computer. Apotheker critica la precedente gestione di Hurd che, a suo dire, non ha assunto il personale necessario per dedicarsi allo sviluppo del software.

Un altro problema del colosso americano, nota oggi il Wall Street Journal, è la flessione del mercato dei Pc consumer. Hp è il più grande produttore mondiale di personal computer, ma la popolarità dei tablet, come afferma Apotheker, e anche la crescita di rivali come Dell, aggiungono gli analisti, hanno determinato nel secondo trimestre un calo del 5% delle vendite della divisione Pc di Hp, perché l’aumento del 13% delle vendite alle aziende è stata annullata dalla flessione del 23% delle vendite ai consumatori.

Il fatturato della divisione servizi è salito del 2%, ma l’utile operativo è leggermente sceso. Nel complesso, gli utili del trimestre terminato il 30 aprile sono saliti del 5% a 2,3 miliardi di dollari e le revenues sono aumentate del 3% a 31,63 miliardi, perciò Apotheker invita gli analisti a considerare che il secondo trimestre "è andato molto bene". Ciò non toglie che nella sua email ai top manager il Ceo di Hp abbia annunciato l’arrivo di un nuovo “trimestre difficile, dove dovremo guardare ogni centesimo che spendiamo e ridurre al minimo le assunzioni”. E intanto per l’anno intero il fatturato sarà di 129 miliardi, e non 130 come inizialmente previsto, e gli utili senza alcune voci straordinarie intorno ai 5 dollari per azione, mentre gli analisti sentiti da Bloomberg puntavano su revenues per 130,3 miliardi e utili di 5,24 dollari.

18 Maggio 2011