Governo spaccato sul Sistri. La Lega: "Rimandare tutto al 2012"

IL CASO

Il Carroccio è sul piede di guerra. Il ministro Prestigiacomo non cede alle pressioni delle aziende che chiedono di stoppare, a causa delle difficoltà tecniche, l'entrata in vigore del sistema di tracciabilità dei rifiuti fissata al primo giugno. Divina: "Bisogna prorogare almeno di un anno"

di Mila Fiordalisi
"C'e' la necessità di prorogare la data di entrata in vigore del Sistri, almeno al 2012, valutare l'esigenza di avviare il sistema dopo un preventivo periodo di prova e di validazione prima della sua nuova entrata in vigore e di sospendere le richieste di contributo alle imprese". Questa la richiesta di Sergio Divina (Lega Nord), presidente della commissione del Senato per il Controllo dei prezzi e delle tariffe. "Il Sistri non funziona e sta dando tanti problemi alle imprese".

Divina ricorda appunto la reazione delle imprese, come la Confartigianato che ha commentato cosi: "Un bidone, anzi un cassonetto differenziato, dove lo Stato ha raccolto il denaro di noi contribuenti inutile e che va al piu' presto rottamato". "Centinaia di migliaia di artigiani sono stati chiamati, a fine aprile, a pagare una seconda volta per un sistema che, non ha mai funzionato".Era stato convocato ieri sera dal ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo il tavolo con le aziende per fare il punto sulle difficoltà del Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti che nonostante le proteste delle parti in causa entrerà in vigore il prossimo primo giugno.

"Non v'e' dubbio che si debbano avviare le procedure di recupero delle cifre che le imprese hanno ingiustamente pagato nel 2010 e nel 2011, e assieme alle organizzazioni di categoria avviare una profonda revisione dell'intero impianto normativo del Sistri. Il giorno della simulazione i pochi che hanno avuto accesso al sito quasi sempre inaccessibile non sono poi riusciti ad andare oltre utilizzando la chiavetta Usb per l'operatività del sistema. Impossibilità ad effettuare iscrizioni di nuove aziende, call center che non risponde, impossibilità di aggiornamento delle chiavette con il nuovo browser".
"Probabilmente - continua Divina - il sistema telematico non è adeguato alla realtà della piccola impresa artigiana. Il fallimento ha messo anche in luce la fragilità dello strumento stesso. D'altronde un solo server per 350.000 punti di accesso pare effettivamente sproporzionato. Non possiamo certo permetterci di renderci ostili la totalità dei piccoli imprenditori italiani, che gia' in qualche parte del Paese paventano azioni di rivendicazione quali 'class action' nei confronti del ministro dell'Ambiente".

Intanto ieri sera Confindustria, Rete Imprese Italia, Alleanza delle Cooperative e Confapi lsono state convocate dal ministro Prestigiacomo. L'incontro però si è concluso in un nulla di fatto sul piano delle decisioni. Per Confindustria erano presenti il presidente Emma Marcegaglia e il direttore generale Giampaolo Galli.

Le aziende hanno ribadito le difficoltà che un'altissima percentuale di imprese, circa l'85%, ha riscontrato a causa del malfunzionamento del sistema, in occasione del "click day", la prova generale del Sistri. E hanno ricordato al ministro che è a rischio l'operatività di 360mila aziende.

Il ministro però non avrebbe ceduto al pressing anche se pare abbia riconvocato le aziende per la prossima settimana per un nuovo incontro.

Intanto in un editoriale sul Sole 24Ore il Dg di Confindustria Galli nel commentare il Decreto sviluppo si è soffermato anche sul Sistri definendolo" un sistema in sè positivo ma per ora inapplicabile".

20 Maggio 2011