Facebook ci spia anche con il tasto "Mi piace"

PRIVACY ONLINE

Tracciano le abitudini degli utenti anche i "social widget" che compaiono su oltre mille fra i siti più visitati del mondo. Lo rivela una nuova inchiesta del Wall Street Journal: il monitoraggio prosegue anche a browser chiuso e pc spento

di Andrea Ciccolini
Facebook ci spia anche tramite il tasto “Mi piace” integrato nelle pagine web dei siti internet. Si chiama “social widget” e permette di esprimere la preferenza per il contenuto della pagina sulla pagina stessa e farlo comparire in automatico sul social network. Anche Twitter e Google Buzz hanno dato la possibilità agli amministratori dei siti di inserire un tasto simile sui propri siti internet.

Oggi circa un terzo dei mille siti più visitati sul web hanno integrato il tasto “Mi piace” di Facebook, un quarto il social widget di Google Buzz e un quinto quello di Twitter. Il Wall Street Journal, proseguendo nella sua inchiesta sui siti che tracciano le nostre mosse, ha scoperto che questi tasti monitorano le visite alle pagine che li integrano e inviano i dati ai rispettivi social network che li gestiscono. Questi social network vengono a sapere se un utente ha stazionato su una specifica pagina web anche se non ha cliccato sul social widget. Basta aver fatto il login al social network perché sia monitorata per un mese anche se viene chiuso il browser o spento e poi riacceso il computer. L’unico modo per non essere tracciati tramite i social widget è eseguire il logout dal social network.

In risposta all’inchiesta del Wall Street Journal Facebook ha fatto sapere che utilizza le informazioni per fini pubblicitari esclusivamente se l’utente clicca su “Mi piace” e che conserva i dati per una durata massima di 90 giorni. Google invece ha dichiarato di eliminare i dati ogni 15 giorni. Twitter, invece, ha spiegato che le informazioni non vengono utilizzate ed eliminate velocemente. Le dichiarazioni dei tre colossi del social networking sono state confermate dagli autori dell’inchiesta del Wall Street Journal.

23 Maggio 2011