Il Lazio spinge sull'Ict. Sul piatto 230 milioni

R&S

I fondi sono previsti dal "Primo programma strategico triennale" della ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico. Polverini: "Puntiamo a stimolare il tessuto produttivo locale"

di F.Me.
“La ricerca fa impresa”. È questo lo slogan che racchiude il senso del Primo Programma Strategico Triennale della Ricerca, dell’Innovazione e del Trasferimento tecnologico 2011-2013, definito dalla Regione Lazio e presentato questa mattina, presso il Museo Maxxi.

Il piano prevede risorse regionali e comunitarie per 237.5 milioni di euro per la realizzazione degli obiettivi strategici tramite il rafforzamento della collaborazione costante tra mondo produttivo e sistema della ricerca al fine di potenziare i processi di trasferimento tecnologico e favorire il sistema delle Reti tra tutti i soggetti impegnati nel settore dell’innovazione. In particolare, la Regione mette a disposizione 54 milioni di euro per valorizzare il sistema della ricerca e il capitale umano altamente specializzato in progetti di ricerca e sviluppo presentati da imprese anche in collaborazione con organismi di ricerca.

“Con questo strumento – ha sottolineato la presidente Polverini - vogliamo stimolare l’innovazione nel tessuto produttivo laziale, legando le nuove opportunità di sviluppo ai processi innovativi e favorire sia la creazione di nuove imprese che sostenere la domanda di innovazione a partire da idee innovative di qualunque genere e settore in un’ottica di massima apertura verso il mondo produttivo del nostro territorio”.

Il Programma triennale della ricerca rappresenta una componente strutturale della politica economica di questa regione ed il suo contenuto operativo mira ad orientare le politiche regionali di settore verso la direzione di premiare le componenti della ricerca più attive nel processo di interazione stabile e continuo con il sistema produttivo locale.

La finalità è pertanto quella di rendere il territorio laziale pronto a compiere quella transizione verso un modello imprenditoriale particolarmente favorevole alla realizzazione di attività di sviluppo industriale, innovazione tecnologica e sfruttamento competitivo di nuove frontiere in campo scientifico, tecnologico, economico e sociale.

“Con questo programma – ha concluso la Polverini – che modifica radicalmente sia l’approccio che la natura degli strumenti fino ad oggi messi in campo, la Regione ha fissato un obiettivo ambizioso ma realizzabile, che richiede certamente uno sforzo comune da parte di tutti gli attori operanti nel territorio, provenienti sia dal pubblico che dal privato e che dovrà tradursi in una sfida importante per i prossimi anni, supportata dalla consapevolezza di essere presenti su un territorio che esprime grandi eccellenze e che pone il Lazio fra le regioni guida nel campo della ricerca scientifica e della tecnologia avanzata”.

24 Maggio 2011