Sistri, Csit: ok a collaborazione ma no a deadline 1° giugno

IL CASO

Confindustria Servizi ribadisce la necessità di rimandare l'entrata in vigore del sistema di tracciabilità dei rifiuti: "Bisogna migliorarlo e garantire la totale interoperabilità". E il deputato De Poli (Udc) presenta un'interrogazione al ministro Prestigiacomo: "Disatro telematico e spreco di denaro pubblico"

di Mila Fiordalisi
Sistri sì Sistri no. E' questo il dilemma che tiene banco da settimane in vista dell'entrata in vigore il prossimo 1° giugno del sistema di tracciabilità dei rifiuti. Ieri Assosoftware, l'associazione presieduta da Bonfiglio Mariotti, insieme con Assintel, l'associazione capitanata da Giorgio Rapari, ha annunciato di aver individuato tre linee d'azione insieme con il ministero dell'Ambiente per mandare avanti l'adozione della piattaforma. Ma Confindustria Servizi Innovativi, la "casa madre" di Assosoftware, non ha dubbi in merito alle tempistiche: l'associazione presieduta sa Stefano Pileri chiede infatti la sospensione dell'obbligatorietà del Sistri a partire dal 1° giugno.

“Ritengo che la prosecuzione della collaborazione e delle attività in corso già concordate, consentiranno in breve tempo la partenza di Sistri e, con il costante monitoraggio delle software house, il perfezionamento dell’interoperabilità fino al completamento dei lavori”, ha detto ieri Bonfiglio Mariotti, Delegato per le politiche di de-materializzazione di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici e Presidente Assosoftware. Ed in una successiva nota emessa dall'associazione di Pileri sottolinea che "Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici si associa alla richiesta di sospensione dell'obbligatorietà di Sistri, al fine di consentire la migliore messa a punto del sistema e della sua interoperabilità con le imprese". A chiedere la sospensione anche Confindustria, Rete Imprese Italia (Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti) e Alleanza delle Cooperative Italiane (Agci, Confcooperative, Legacoop).

"Le imprese, nel ribadire la posizione già espressa nei giorni scorsi sul sistema Sistri, chiedono al Governo di assumere con urgenza la decisione di sospenderne l'obbligatorietà, che sarebbe prevista, in base alle norme vigenti, per il primo giugno. Ricordiamo - si legge in una nota congiunta - che nella giornata di verifica svolta l'11 maggio le nostre organizzazioni hanno complessivamente ricevuto 16.620 segnalazioni, delle quali 14.934, pari al 90%, hanno lamentato malfunzionamenti di varia natura che hanno interessato l'intera filiera: produttori, trasportatori e gestori di rifiuti".

"Le imprese - si legge ancora - danno atto al ministero dell'Ambiente di avere aperto nei giorni scorsi un tavolo di confronto. Gli approfondimenti fatti sono stati utili per comprendere meglio i problemi che andranno affrontati al fine di consentire l'entrata in vigore del nuovo sistema, ma non hanno consentito di individuare soluzioni applicabili nell'arco di pochi giorni, neanche per le imprese di maggiori dimensioni. Le imprese - conclude la nota - sono convinte che il nuovo sistema rappresenta un fatto positivo, ma occorre che sia adeguatamente testato. Le imprese vogliono applicare la legge, ma chiedono di essere messe in condizione di farlo".

Contro l'entrata in vigore del sistema si schiera anche il deputato e portavoce dell'Udc Antonio De Poli il quale ha presentato un'interrogazione parlamentare al ministro dell'Ambiente Prestigiacomo in cui si chiede di sapere come il Ministero intenda intervenire e se intende o meno accogliere la richiesta di proroga di almeno un anno, espressa dalle associazioni di categoria. "Un disastro telematico e uno spreco di denaro pubblico", così definisce il Sistri il deputato Udc.

"Tutte le imprese aderenti a Confartigianato Veneto chiedono il ritiro dello strumento informatico Sistri - si legge nel testo dell'interrogazione parlamentare -, il recupero di tutte le quote che le imprese hanno ingiustamente pagato nel 2010 e 2011". Il malfunzionamento del sistema avrebbe, infatti, una conseguenza estremamente pratica: se il Sistri non funziona tutte le imprese che hanno versato, in due anni, 200 milioni di euro rischiano dal primo giugno delle sanzioni. "Praticamente una beffa - prosegue De Poli - : è sconcertante quello che il ministro dell'Ambiente Prestigiacomo ha detto sul sistema.
I numeri forniti da Confartigianato imprese Veneto parlano chiaro: su oltre 3500 segnalazioni di imprese che hanno tentato di collegarsi al Sistri, il 90% ha segnalato gravi problemi". Al Ministro, conclude il segretario regionale Udc in Veneto, "chiediamo come il Ministero intenda intervenire anche sulla base della richiesta delle imprese di una profonda revisione dell'intero impianto normativo e della proroga di almeno un anno del sistema".

25 Maggio 2011