Zuckerberg: "Rivolte arabe, non è colpa di Facebook"

EG8 FORUM

Il fondatore del social network getta acqua sul fuoco e minimizza il ruolo dell'azienda nello scoppio della protesta di piazza in Tunisia ed Egitto

di P.A.
Facebook "non è necessario né sufficiente" per fare la rivoluzione: lo ha detto all’e-G8 di Parigi il suo fondatore e padrone, Mark Zuckerberg, minimizzando il ruolo avuto dal social network nelle rivoluzioni democratiche nei Paesi arabi, a partire da Tunisia ed Egitto.

"Sarebbe particolarmente arrogante per un’azienda di tecnologia di rivendicare un ruolo nei movimenti di protesta", ha detto Zuckerberg, 27 anni, chiudendo i lavori del Forum di Parigi. Per il giovane guru del web, ciò che ha contribuito ai rivolgimenti democratici nei Paesi arabi sono le popolazioni che "si sono prese per mano".

"Forse Facebook ha contribuito e ha fornito degli strumenti, ma questi avrebbero potuto anche essere altri", ha continuato Zuckerberg, secondo cui la sua società ha svolto un ruolo "molto meno importante di quanto dicano i giornali".

Poco prima, il capo di Facebook è stato ricevuto in giacca e cravatta all’Eliseo dal presidente Nicolas Sarkozy. "E’ stato divertente, è la prima volta che lo incontravo, è stato un grande onore", ha commentato.

26 Maggio 2011