La Cina ammette: "Abbiamo un esercito cibernetico"

DIFESA

I timori dell'occidente si sono rivelati fondati. Il ministero della Difesa di Pechino dichiara di avere a disposizione milizie ad hoc pronte a tutelare e rafforzare la sicurezza nazionale di Rete

di Andrea Ciccolini
Il ministero della Difesa cinese ha ammesso di aver schierato nel cyberspazio un intero squadrone allo scopo di migliorare le capacità difensive dell'Esercito popolare di liberazione (Pla) e prevenire gli attacchi esterni al suo network. Quello che fino ad oggi rappresentava il maggior timore per gran parte dei governi esteri sembra ormai diventato realtà.

Secondo quanto riferito dal portavoce del ministero Geng Yansheng, la decisione di disporre di milizie cibernetiche qualificate sarebbe scaturita, da un lato, dall'esigenza delle forze armate cinesi di una maggiore tutela, e, dall'altro, dal bisogno di rafforzare il sistema di sicurezza online. Come si legge su AgiChina24, solo qualche giorno fa il Pla Daily - quotidiano delle forze armate cinese - aveva riportato la notizia che il comando dell'Esercito di liberazione popolare di Canton ha investito 10 milioni di yuan (circa 1 milione di euro) nella costituzione di una squadra internet specializzata. Nel corso della conferenza stampa, Yansheng ha sottolineato che la sicurezza di internet è diventata ormai una questione di interesse internazionale che desta grande preoccupazione non solo nella società, ma anche negli ambienti militari. "E la Cina – ha dichiarato Yansheng- il cui sistema di protezione online è molto rilassato, è tra le vittime degli attacchi cibernetici”.

"Le voci di una guerra informatica da parte cinese circolano già da molto tempo. Molte volte infatti gli Usa hanno accusato Pechino di essere intervenuti in maniera cibernetica" ha spiegato ad AgiChina24 Giacomo Goldkorn, professore di geopolitica presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia e direttore editoriale di Equilibri.net. Tuttavia – ha continuato Goldkorn - la notizia non mi sorprende affatto, anzi avrei trovato strano il contrario, appurare cioè che la Cina sia ancora sprovvista di un esercito cibernetico". Il Dragone sembra essere in buona compagnia, al giorno d'oggi, spiega ancora Goldkorn, quasi tutti i Paesi hanno dei 'soldati cibernetici'.

"Oggi- continua a spiegare Goldkorn - quasi tutte le informazioni passano attraverso la rete internet; appare, quindi, necessario dotarsi di un sistema di gestione di questo tipo di attività. Se una nazione è intenzionata a colpire un altro stato, attacca le reti ferroviarie, l'energia, l'intera rete logistica che, allo stato attuale, è gestita quasi esclusivamente dalle reti informatiche. Il primo passo è, quindi, cercare di penetrare il sistema. Ecco perché è necessario essere preparati in fatto di difesa informatica".

Secondo il professore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore “il messaggio della Cina è: siamo una grande potenza e siamo abbastanza maturi e responsabili da ammettere di avere determinati sistemi di tutela. Non ha senso – ha proseguito Goldkorn - scandalizzarsi per questo tipo di informazioni. Gli stessi Stati Uniti hanno infiniti centri di lotta informatica. È giusto che si sappia che una grande potenza ha anche questo tipo di difesa. Si tratta di un grande segno di progresso: in genere sono le dittature che tendono a tenere segrete le loro attività” e la Cina, conclude Goldkorn, sviluppa e annuncia questo tipo di tecnologia "semplicemente perché è una grande potenza".

26 Maggio 2011