Forum IT: cloud pubblico, la scatola è ancora vuota

IL DIBATTITO

Sette aziende a confronto sulle potenzialità della nuvola. Poche le applicazioni disponibili ma l'interesse del mercato è in forte crescita

di Paolo Anastasio
Si è tenuta in Versilia la dodicesima edizione del Forum IT organizzato da Grandangolo Communications, che ha chiamato sette palyer del panorama nazionale e internazionale ad affrontare il tema “Cloud Computing, trasformazione dei Data Center e nuovi processi aziendali: quali opportunità?”. I manager delle aziende intervenute hanno snocciolato le loro impressioni sulle tendenze in atto nel cloud computing, indicando quali possono essere le soluzioni e le best practice necessarie per permettere ai clienti di cogliere tutti i vantaggi concreti promessi dalla rivoluzione della “nuvola” in termini di efficienza, redditività e contenimento dei costi.

Al dibattito hanno preso parte Axiante, società di consulenza applicativa che realizza progetti a livello internazionale; Brocade, che sviluppa soluzioni di networking; Doubletrace, azienda svedese specializzata nello sviluppo di software dedicato all’anti pirateria e all’Information Security Management; Mauden, system integrator specializzato in progetti e servizi per i data center; Panda Security, the Cloud Security company; Riverbed, la IT performance company che offre soluzioni di Wan optimization; Zycko, distributore a valore aggiunto di prodotti e soluzioni IT.

Doubletrace, anti-pirateria on the cloud
Le danze sono state aperte dalla presentazione ufficiale alla stampa italiana delle soluzioni di Doubletrace, azienda svedese che offre nuove dimensioni ai normali standard di sicurezza dei desktop, che dall’inizio di giugno arriva nel nostro paese con la propria soluzione che aiuta imprese, enti e privati a ottimizzare l’utilizzo delle risorse IT, impedendo l’archiviazione di contenuti illegali e regolamentando la navigazione in Internet e l’installazione dei software non autorizzati. Rappresentata in Italia dal Gruppo Peruzzo Multimedia Company, la società sviluppa Doubletrace ePe, una suite software composta da strumenti per assicurare che il sistema IT aziendale sia libero da contenuti illegali e indesiderati, supportando i clienti nella creazione di policy di sicurezza più rigide con l’implementazione di una serie di regole interne sull’utilizzo delle risorse IT aziendali. "Le caratteristiche innovative delle soluzioni Doubletrace ci hanno convinto a rappresentarla e ad avviarne la distribuzione in Italia, con l’obiettivo di offrire anche sul nostro mercato strumenti validi ed efficaci per aiutare i clienti a contrastare gli utilizzi non conformi delle proprie risorse IT e a sventare potenziali minacce derivanti da pratiche illecite", ha sottolineato Alessandro Peruzzo, presidente di Peruzzo Multimedia Company.

Axiante, la nuvola pubblica è ancora vuota
Passando a esaminare il punto di vista delle aziende intervenute, Romeo Scaccabarozzi, President di Axiante, ha spiegato come nel dibattito sul cloud computing "sia giunto il momento di essere più concreti, di passare dalle parole ai fatti, perché il rischio che si corre è che la famosa 'nuvola' rimanga vuota di contenuti". Lo scenario di mercato vede tuttora assenti dalla cloud pubblica le applicazioni a valore, in quanto le aziende mostrano ancora di preferire le cloud private: "attualmente, la maggior parte delle aziende porta, o sta pensando di portare, nello spazio pubblico solo alcune applicazioni come la posta elettronica oppure le conferenze via web, mentre tutto ciò che è mission critical, nel senso che costituisce il vero abilitatore dell’attività core delle imprese, rimane ancora all’interno dei perimetri aziendali", ha detto Scaccabarozzi.

In questo scenario, Axiante si è attrezzata per operare sia come advisor sia come system integrator in grado di supportare le aziende nell’adozione ottimale del cloud, partendo dall’evidenziarne i benefici in termini di maggiore flessibilità delle infrastrutture e di reattività ai cambiamenti di business, per arrivare a un miglioramento sostanziale delle performance e a notevoli risparmi nei costi. A questo proposito, il numero uno di Axiante ha illustrato nel corso del Forum IT un progetto di Business Intelligence e Performance Management in corso di realizzazione per un grosso gruppo della grande distribuzione internazionale (presente da anni anche in Italia), esemplificando come si potrà fornire accesso a questo tipo di applicazioni mission critical secondo il modello 'as a Service', utilizzando appieno le potenzialità del cloud innestandovi contenuti a valore.

Brocade scommette sulla virtual enterprise
"Brocade è il primo vendor nel campo del networking ad abilitare il cloud computing ottimizzato, in grado di trasformare l’azienda in una 'virtual enterprise', nella quale informazioni e dati di business sono disponibili ovunque, indipendentemente da dove ci si trova", ha detto Paolo Lossa, Regional Manager di Brocade Italia, sintetizzando la vision dell'azienda di networking. Le potenzialità del cloud computing, secondo Brocade, sono notevoli, e i clienti ne sono sempre più coscienti. "Ma a differenza dello scorso anno, quando i Cio avevano indicato i risparmi nei costi come primo driver per l’adozione della cloud, oggi le priorità sono sempre più quelle dell’agilità di business, cioè avere una maggiore flessibilità di reazione alle mutevoli esigenze del mercato grazie a servizi nuovi offerti ai clienti e ai dipendenti", ha sottolineato Lossa.

La chiave per spingere l’acceleratore sulla maggiore agilità, e quindi sulla maggiore competitività dell’azienda nello scenario di mercato di oggi, è proprio quella di diventare una “virtual enterprise”, cioè un’azienda che si serve della “nuvola” come infrastruttura di business per avere sempre la massima disponibilità dei dati, senza limitazioni di luogo. "Quello della 'virtual enterprise' è il punto d’arrivo – ha proseguito Lossa – di un percorso di migrazione verso la cloud che viene stabilito dall’azienda stessa, servendosi delle tecnologie proposte da Brocade, che oggi è in grado di offrire un percorso chiaro con l’architettura CloudPlex, presentata ufficialmente all’inizio di maggio 2011".

Mauden, la nuvola per ora è nella nebbia
"Il cloud è certamente una rivoluzione, e non una semplice moda del momento. Ma l’enorme casistica di tutto quanto è o debba essere considerato cloud fa sì che spesso sembri di essere tutti nella nebbia, invece di stare a guardare le nuvole", ha sostenuto Giuseppe Belardinelli, amministratore delegato di Mauden. Nonostante questo, il nuovo paradigma del cloud "modificherà lo scenario di business dell’IT, costringendo molti attori a riposizionarsi: forse non in tempi immediati, ma sicuramente nell’arco di pochi anni, anche perché gli sviluppi dell’offerta si stanno concentrando e procedono in modo costante". Anche Mauden si sta attrezzando per questa fase dell’IT, con una visione molto attenta alle esigenze delle aziende con cui opera principalmente. "I nostri clienti sono realtà di grandi dimensioni, in cui l’offerta di cloud pubblica si scontra con la necessità di mantenere elevati standard di sicurezza - ha fatto notare Belardinelli - Prendiamo il caso delle banche, un settore che conosciamo da tempo. Non ci risulta che siano state portate nella cloud neppure applicazioni considerate generalmente non 'core', come la posta elettronica. La ragione è semplice ed è legata alla 'scarsa visibilità' sull’ubicazione fisica dei dati, aspetto determinante per la gestione del rischio”. Anche per questo, oggi "sui nostri principali clienti il cloud viene declinato in logica privata: si implementano architetture virtualizzate e automatizzate che abilitano l’erogazione delle applicazioni informatiche interne sotto forma di servizio, attraverso l’intranet aziendale. La virtualizzazione è sempre più estesa, a tutti i livelli server, client, storage e applicazioni, e lo sviluppo operativo di logiche di monitoraggio e di provisioning automatico delle risorse configura un IT sempre più fattore di abilitazione e competitività", ha concluso Belardinelli.

Panda Security, per noi la nuvola è già realtà
"Fin dal 2007 Panda Security ha avviato una soluzione basata sulla modalità 'from the cloud', che oggi fa parte dell’offerta come vero e proprio servizio di protezione globale dai rischi e dalle minacce, erogato in modalità 'as a Service'", ha sottolineato Domenico Fusco, Direttore Vendite Italia di Panda Security. L’affermarsi dei paradigmi del cloud computing è un’opportunità che Panda Security ha saputo cogliere, offrendone i relativi benefici ai clienti, per esempio con la soluzione Panda Cloud Office Protection, erogata tramite cloud, "senza che sia necessario un server ad hoc in azienda – ha precisato Fusco - i clienti si sentono così più tutelati, grazie anche al collegamento diretto con i laboratori di Panda Security", e con la nuovissima protezione perimetrale Panda Virtual GateDefender Performa, studiata per garantire un’efficace sicurezza anche alle infrastrutture IT virtualizzate. Ma non solo: Panda Cloud Office Protection prevede anche una modalità di gestione tramite Web Console Isp, dedicata agli Internet Service Provider o agli Asp, e completamente basata sul cloud, in quanto la protezione viene fornita come servizio in modalità SaaS.

Il cloud offre sempre più opportunità anche per i partner: "abbiamo studiato un listino mensile per i reseller che tiene conto della fascia di attivazioni effettuate ogni mese, con una fatturazione espressa in dodicesimi: un vero e proprio modello ‘Pay for use’, in cui si paga solo e unicamente ciò che si utilizza", ha concluso Fusco.

Riverbed Technology, ok cloud private e ibride
Riverbed Technology, la IT performance company che offre soluzioni di Wan optimization, volte a incrementare le performance dell’infrastruttura IT aziendale per le reti, le applicazioni e lo storage, spinge sempre più l’acceleratore sull’offerta per il cloud. "Le nostre soluzioni stanno consentendo alle aziende di tutto il mondo di centralizzare e consolidare le proprie risorse informatiche, realizzando cloud private senza costosi investimenti per aumentare la banda, in quanto la Wan optimization permette di avere migliori prestazioni sull’intera rete, accelerando il traffico dati anche a distanze notevoli", ha fatto notare Albert Zammar, Regional Sales Manager di Riverbed Technology Italia, Grecia, Cipro e Malta.

L’accelerazione delle reti e dei backup, grazie alle tecnologie Riverbed come l’appliance Cloud Steelhead o le soluzioni di cloud storage Whitewater, può permettere di vincere le resistenze verso il cloud pubblico: "per molte aziende, togliere i server e i servizi locali dalle filiali è stato un processo non facile, ma si può parlare tranquillamente di una battaglia vinta, grazie anche all’aiuto non indifferente dato dalle soluzioni di ottimizzazione del traffico Wan", ha proseguito Zammar. Ma non solo: nel mirino di Riverbed vi sono anche le cloud ibride, grazie alla collaborazione, annunciata poche settimane fa, con Akamai Technologies, attiva nell’ottimizzazione delle applicazioni in modalità cloud, che prevede lo sviluppo di una soluzione congiunta per l’accelerazione delle applicazioni per le reti cloud ibride, con una combinazione di Internet e Wan optimization.

Zycko, ancora tanti ostacoli di tipo culturale per la nuvola
Tecnologie all’avanguardia e supporto consulenziale: ecco gli elementi essenziali per implementare efficacemente il cloud computing secondo Zycko, distributore a valore aggiunto di soluzioni IT. "Il nostro principale impegno è offrire un portfolio tecnologico completo, in grado di soddisfare le necessità attuali e future, affiancato da un valido supporto consulenziale per affrontare anche le sfide più complesse", ha sottolineato Piera Loche, Managing Director di Zycko Italy. L’offerta di Zycko comprende soluzioni che permettono di rispondere alle molteplici esigenze delle aziende, adattando il cloud computing ai diversi contesti. Ma nell’attuale fase di sviluppo del cloud, risulta di fondamentale importanza il modus operandi di Zycko, che si pone come attore principale nel processo di 'scolarizzazione' delle nuove tecnologie, collaborando con i partner per analizzare e comprendere le esigenze dei clienti e definire le migliori soluzioni.

"Il principale ostacolo da superare per arrivare a una completa e consapevole adozione del cloud è culturale: siamo abituati a ragionare e ad agire in termini 'fisici' e concetti come virtualizzazione e cloud possono apparire poco chiari e forse poco affidabili. Fortunatamente però, il risparmio e la praticità che ne derivano si stanno mostrando leve capaci di scuotere anche i responsabili IT più tradizionali", ha concluso Piera Loche.

30 Maggio 2011