TRIPWIRE. La guerra cambiata dall'hi-tech

TRIPWIRE

di Piero Laporta
Piaccia o meno, il presidente Obama annuncia interventi analoghi all’uccisione di Osama Bin Laden se la sicurezza Usa sarà messa a repentaglio da un altro leader di Al Qaeda: “Il nostro lavoro è garantire la sicurezza - ha detto in un’intervista alla Bbc - Abbiamo molto rispetto della sovranità del Pakistan, ma non possiamo consentire che taluni pianifichino l’uccisione della nostra gente’’.

La tecnologica capacità di colpire obiettivi puntiformi in tempi dell’ordine dei minuti, stravolge i concetti “casus belli” e “sovranità”. L’affondamento del Lusitania, Pearl Harbour e le Twin Towers furono casus belli e violazione della sovranità. L’attacco a un obiettivo puntiforme, in un paese sovrano (il Pakistan) non appare illegittimo soprattutto perché ha avuto successo e si è integrato nel sistema di comunicazione globale che lo ha omologato con le folle festanti e i titoli in prima pagina. L’applicazione della forza militare, scissa da rischi, muta la nozione di guerra, la quale smette d’essere tale e assume altri nomi.

La sovranità nazionale vigeva dalla pace di Augusta del 1555, col principio “Cuius regio, eius religio”, sul quale i principi protestanti affermarono la pari dignità con ii regnanti cattolici. Le risoluzioni 1970 e 1973 dell’Onu sulla Libia invece sono la campana a morte della sovranità nazionale e della non ingerenza negli affari interni. La differenza col blitz sul Pakistan è che non si può - per ora - mettere piede a terra senza rendere più evidente, di quanto già sia, la fine del principio di sovranità. Appare scontato che la tecnologia concentri il potere e muti il diritto. Ma questo fu il processo che condusse alle precedenti guerre mondiali.

06 Giugno 2011