Caos Poste, Calabrò: "Errore non dare ad Agcom poteri regolatori"

IL CASO

Dopo il black out informatico dello scorso 1° giugno la situazione non è ancora tornata alla normalità. Il presidente dell'Authority: "Il governo ha optato per una soluzione debole". Interviene anche il presidente dell'Antitrust, Catricalà: "Grave incidente, ma non possiamo fare nulla"

di Federica Meta
Anche l’Agcom interviene sui disservizi che impediscono agli sportelli postali di funzionare correttamente dallo scorso 1° giugno. “Noi e l'Autorità per la concorrenza avevamo inviato una segnalazione a Governo e Parlamento per attribuire all'Agcom le funzioni di regolazione nel settore postale – rileva il presidente dell'Autorità per le comunicazioni, Corrado Calabrò, interpellato sui disagi provocati agli utenti dal black out informatico di Poste - E questo perché è un'Autorità indipendente, ha la competenza tecnica per assolvere questo compito e sarebbe stata in condizione di operare il giorno successivo all'entrata in vigore della legge”.

“Il Parlamento e il Governo hanno scelto una soluzione diversa e attenuata e a questo punto - prosegue - non ho più nulla su cui interloquire”.
“Ma se qualcuno - afferma Calabrò - pensasse di adottare questo modello debole anche per le autorità indipendenti, dico no: non abbiamo bisogno di autorità semi-indipendenti che configgerebbero anche con il quadro europeo e con il rafforzamento dell'indipendenza previsto dalle Direttive comunitarie, le quali, benché non ancora recepite, producono già parte dei loro effetti in Italia”.

Intanto da questo pomeriggio la situazione è in leggero miglioramento negli uffici postali della Capitale che effettuano orario prolungato. Terminali in funzionamento, ad esempio, nelle Poste di via Arenula e di via Monterone anche se molto a rilento. In via Monterone il vicedirettore spiega però che in realtà la situazione è simile ai giorni addietro: di pomeriggio, infatti, il sistema tende a funzionare un po' in più anche se sempre a singhiozzo.

Dallo scorso 1° giugno il sistema informatico funziona ancora a singhiozzo e così, mentre alcuni sportelli sono aperti, altri non riescono ancora a funzionare. Non solo non è possibile pagare le bollette, ma non si possono nemmeno ritirare le pensioni o le raccomandate.
Il consiglio che gli addetti allo sportello danno ai cittadini è quello di tornare nel pomeriggio: dallo scorso 1 giugno, giorno in cui è andato in tilt il server di Poste Italiane, la società ha infatti dato ordine che gli uffici postali rimanessero aperti al pubblico fino alle 19.00.

Sulla questione è intervenuto il numero uno dell'Antistrust Antonio Catricalà: "Poste Italiane è incorsa in un grave incidente informatico che non dipende dagli amministratori di Poste". Pertanto non si può configurare "una pratica commerciale scorretta". Nel puntualizzare che "l'Antitrust non potrebbe fare nulla", Catricalà ricorda le critiche che aveva mosso in Parlamento alla normativa sulla nuova Agenzia destinata a vigilare su Poste. Normativa poi modificata dal Governo. Oggi il collegio dell'Agenzia ha un meccanismo di nomina che lo rende indipendente.

E anche la politica si mobilita. "E' doveroso - avverte Enzo Foschi, consigliere Pd nel Lazio - che la regione Lazio e la presidente Polverini, in particolare, si facciano promotori di ogni utile iniziativa presso il governo nazionale e verso Poste Italiane affinchè si conoscano nel dettaglio le motivazioni tecniche che hanno causato gravi disagi, in questi giorni in gran parte del territorio a tutti i cittadini della nostra regione".

"E 'opportuno, dunque - prosegue Foschi - che si sostengano le organizzazioni dei consumatori e le rappresentanze sindacali per l'apertura di un tavolo finalizzato a risarcire gli utenti e le imprese eventualmente danneggiati dai disagi. Ma non solo. La regione Lazio ha tra i suoi compiti quello di erogare fondi e quello di riscuotere tributi in scadenza in questo periodo. Ciò non è stato possibile ed è opportuno che la giunta regionale avvii una seria verifica sulle conseguenze che ne deriveranno".

Intanto le associazioni dei consumatori affilano le armi. “Giovedì – fa sapere il Codacons -si terrà a Roma l'atteso incontro tra Poste Italiane e il Codacons volto a definire il tavolo di conciliazione per risarcire gli utenti coinvolti nel disservizi postali ancora non del tutto superati”.

“Chiederemo a Poste di prevedere un indennizzo non solo per i danni materiali, come bollette o contravvenzioni scadute, ma anche per i disagi patiti dagli utenti, come le lunghe file agli sportelli e le attese interminabili - spiega il presidente Carlo Rienzi - Nello specifico la nostra richiesta è la seguente: un bonus da 50 euro da utilizzare in servizi postali in favore di coloro che hanno dovuto sopportare file agli sportelli superiori alle 2 ore, e 25 euro per ogni ulteriore ora di attesa dalla seconda in poi. Non solo. Il tavolo di conciliazione dovrà analizzare i singoli casi e stabilire indennizzi di entità superiore in quei casi in cui il disagio è stato maggiore”.

Il problema è iniziato mercoledì primo giugno, è proseguito per il resto della scorsa settimana, e migliaia di utenti non hanno potuto effettuare né prelievi né pagamenti (o altri tipi di operazioni) agli sportelli postali disseminati per tutto il territorio italiano.

Il disservizio è stato causato da un problema al sistema informatico legato a Poste Italiane, il quale è andato in tilt, bloccando qualsiasi tipo di servizio.

Le associazioni dei consumatori sono subito intervenute chiedendo il rimborso dei disservizi cui hanno dovuto far fronte gli utenti. Secondo Federconsumatori e Adusbef il caos e i disservizi non possono essere addossati sulle spalle degli utenti, specie migliaia di pensionati che ritirano la pensione per poterla impegnare (in parte) per pagare bollette ed utenze.

Ieri era sceso in campo anche Luigi Magri, commissario dell'Agcom: "Non è accettabile il perdurare dell’incredibile disservizio che sta ancora paralizzando gran parte del sistema informatico di Poste Italiane – ha detto Magri - Non è accettabile che tali problemi perdurino e non è accettabile che non vi sia una chiara disanima degli avvenimenti individuando le specifiche responsabilità. Nell’era della tecnologia e della comunicazione simili incredibili episodi minano non solo la capacità di garantire un pubblico servizio, ma anche la credibilità di chi dovrebbe garantirlo".

Ma i sui disservizi postali si discute da tampo come ricorda il deputato Pdl, Manlio Contento, aveva chiesto lumi al ministro della Sviluppo economico in un'interrogazione parlamentare il 23 giugno 2010. "Da tempo in numerosi sportelli di Poste italiane si verificano continui disservizi legati ad improvvisi black out nella rete informatica del gruppo con conseguente annullamento delle operazioni in corso, lunghe attese a carico dell'utenza e financo blocco totale delle attività degli uffici". Quali interventi intende adottare il governo per scongiurare tutto questo?", si chideva il parlamentare. 
Il che significa - spiega oggi il deputato riferendosi all'attuale situazione di Poste Italiane - che il "problema dei disservizi postali esiste da un bel po' di tempo"..
Tali disguidi, scriveva l'anno scorso Contento, "sarebbero correlati all'attivazione del Service delivery platform, una sorta di impianto centralizzato in grado di gestire a livello unificato le varie operazioni di Poste italiane".
Il parlamentare chiedeva anche se corrispondessero al vero queste notizie sui disservizi e sui disagi per l'utenza.

07 Giugno 2011