G8, contro il cyber crimine task force internazionale

INTERNET SECURITY

"Misure aggressive" nella lotta alla pedopornografia, come la  "creazione di una blacklist di siti pedopornografici" al fine di "ostacolare la navigazione verso siti pedofili". È solo una delle proposte del documento finale dei ministri G8 di Giustizia e Interno, nel quale è prevista anche la possibilità di "denuncia da parte dei provider dei servizi Internet, in conformità con i diversi sistemi giuridici".

La lista nera si legge ancora nel documento, "potrebbe essere gestita da organizzazioni internazionali ed anche aggiornata e divulgata, quindi adattata, ove necessario, ed implementata dalla competenti organizzazioni a livello internazionale". Inoltre, i ministri del G8 pensano ad una "cooperazione internazionale efficace, attraverso a un'adesione a task force multilaterali, condividendo software specializzati e coordinando insieme indagini on line sotto copertura e altre operazioni internazionali di polizia" e incaricano per questo gli esperti del Gruppo Roma/lione ad approfondire i vari profili.

Allarme anche per la crescita a livello mondiale dei "furti di identita'". Dai ministri del G8, infatti, il problema della sottrazione dei dati personali è stato inserito nel documento finale del vertice romano, dedicato al cybercrime, la cui "pericolosità aumenta di pari passo con il ritmo del progresso tecnologico". Anche "l'uso criminoso dei social network - si legge nel documento - dei servizi criptati, dei servizi Voip e del Dimain Name System e di altri nuovi e sempre più gravi attacchi da parte dei criminali contro i sistemi informatici pongono sfide piu' impegnative e sono in rapida ascesa". I ministri, dunque, ritengono "essenziale" la "collaborazione tra providers e le forze di polizia per l'attività di tracciamento on line durante le investigazioni, rispettando allo steso tempo i diritti degli utenti di Internet, inclusi i gruppi piu' vulnerabili della societa', e soprattutto i giovani e gli anziani". "Il cybercrime - ha sottolineato il ministro dell'Interno Roberto Maroni - può destabilizzare interi Paesi. In Italia vogliamo attuare un centro di eccellenza con le Poste italiane, che hanno un sistema efficiente per contrastare gli attacchi senza mettere in blocco il sistema".

01 Giugno 2009