Digitale terrestre? Solo un ponte per l'Iptv

TELEVISIONE

Via all'offerta integrata di canali Dtt, Sky e Mediaset Premium in bundle con telefonia e connessioni Web. Così lo switch off farà da trampolino di lancio alla diffusione della Tv via Adsl. Parola di Telco

di Mila Fiordalisi
Prima ancora di arrivare nelle case di tutti gli italiani la Tv digitale terrestre è entrata a far parte delle offerte degli operatori di telecomunicazioni. Telecom Italia, Fastweb e Wind hanno già in catalogo i canali in chiaro, offerti però su decoder di nuova generazione attraverso cui i telespettatori potranno attivare anche l’offerta Sky e quella di Mediaset premium. Sull’Iptv sono inoltre disponibili i pacchetti di programmi predisposti dai singoli operatori che consentono di vedere in modalità on-demand, e quindi senza vincoli di orario o di palinsesti, migliaia di film, serie tv, cartoni animati, documentari. È proprio sulla piattaforma all-in-one che le tre aziende scommettono per far compiere all’Iptv il grande salto nel mercato di massa.

Gli abbonamenti alla Tv via Adsl fino ad oggi non hanno avuto successo: sommando i dati dichiarati dai singoli operatori ci si avvicina alla soglia delle 600mila attivazioni a livello nazionale. Troppo poche per rendere il business sostenibile economicamente e soprattutto redditizio. Ma il passaggio al digitale terrestre diventa un’occasione ghiotta e pressoché irripetibile per dare una spinta concreta e in tempi rapidi alla new Tv. L’anno più importante sarà decisamente il 2010: numerose regioni faranno la migrazione al digitale per arrivare al traguardo nazionale del 2012. Ma i riflettori si sono accesi anche sul 2009, considerato che lo switch off quest’anno riguarderà circa sei milioni di cittadini. I consumatori saranno costretti a munirsi di televisori digitali (in vendita ancora a caro prezzo) oppure di decoder in grado di garantire la trasmissione del segnale digitale: ed è proprio sulla scelta obbligata dell’utente che le Telco faranno leva. Gli accordi, già siglati, con le grandi catene commerciali e con i maggiori punti vendita prima in Piemonte e ora in Lazio (l’occasione sarda è andata persa) mirano a far toccare con mano i decoder di nuova generazione e soprattutto a valutare la “convenienza” di un’offerta multipiattaforma (Iptv, Dtt, satellite) che, a fronte di spese zero per il decoder (che viene proposto in comodato d’uso) e un canone mensile addebitato sulla bolletta di telefonia e Internet, permette di avere un unico operatore di riferimento. E c’è di più: i decoder delle telco sono già predisposti per la visualizzazione dei contenuti (quando ci saranno) in alta definizione.

Dunque perché spendere denaro per un decoder “tradizionale” e abilitato solo per il Dtt in chiaro quando si può avere molto di più? (È questo in sintesi il “jingle” alla base delle proposte degli operatori). Vero è però che bisognerà convincere gli italiani ad aggiungere una voce di spesa - seppur contenuta (le offerte al massimo arrivano a circa 6 euro mensili a regime) - al proprio bilancio familiare. Non sarà facile, soprattutto in tempi di crisi. E non a caso gli operatori si sono organizzati con offerte promozionali: Telecom Italia propone gratuitamente l’Alice home Tv per i primi sei mesi dall’attivazione. L’operatore che a fine marzo contava 365mila abbonati all’Iptv punta al raddoppio delle attivazioni già entro la fine del 2009. Fastweb che vanta 200mila abbonati alla Tv digitale (il 20% di tutti i clienti ha quindi attivato il servizio) ha optato per una promozione, destinata ai nuovi clienti, che a fronte di una spese mensile di 16,08 euro include Iptv, telefonia e Internet. Con Wind (unica società che al momento mantiene il totale riserbo sul numero delle attivazioni ma sono certamente meno rispetto a quelle dei concorrenti) la Infostrada Tv è gratuita per i primi cinque mesi a fronte di un costo di attivazione di 20 euro.

A dimostrazione di quanto la partita sia entrata nel vivo nei giorni scorsi è stato battezzato il sito dell’Associazione Italiana Operatori Iptv costituita da Telecom Italia, Fastweb e Wind a gennaio di quest’anno: all’indirizzo www.associazioneiptv.it si possono trovare informazioni sull’associazione e le sue attività e soprattutto notizie sulla piattaforma Iptv, sull’offerta di canali tradizionali e a pagamento, e sul video on demand nonché indicazioni su come procurarsi il decoder; il calendario aggiornato, regione per regione, del passaggio dei canali della Tv analogica a quella digitale.

Conte (Fastweb): "Il dtt non è innovazione"
“Il digitale terrestre? È uno standard che nasce vecchio. Al contrario dell’Iptv che è una tecnologia concepita pensando alle esigenze della domanda presente e futura e all’evoluzione tecnologica, in primis quella che passa attraverso l’alta definizione”. Andrea Conte direttore della business unit Consumer di Fastweb guarda al futuro con grande ottimismo.
Qual è la vostra strategia “televisiva”?
È una strategia molto chiara. Il passaggio al digitale terrestre vale sei milioni di apparati solo quest’anno. E noi abbiamo definito una roadmap per intercettare i cittadini che necessariamente dovranno munirsi di decoder se non vorranno restare fuori dall’universo tv. Ci siamo organizzati nei grandi punti vendita dove proponiamo i nostri decoder in comodato d’uso gratuito che garantiscono, non solo la visualizzazione dei canali in chiaro del dtt, ma anche quelli di Sky e presto anche quelli di Mediaset Premium. E naturalmente nel pacchetto è inclusa la Tv on-demand di Fastweb.
Anche i vostri concorrenti si stanno organizzando con offerte simili. Come vi differenziate?
Fastweb ha due punti di forza rispetto agli altri operatori di Tlc. Il primo è rappresentato dalla tipologia di clienti di telefonia e Internet. Chi sceglie Fastweb lo fa principalmente per un’esperienza di estrema qualità. E non è un caso se più del 20% dei nostri clienti ha attivato il servizio di Iptv. Poi rispetto alle offerte dei concorrenti noi abbiamo pensato anche a proporre televisori di nuova generazione, a marchio Samsung, in grado di consentire la visualizzazione di contenuti in alta definizione. Non basta il decoder per un’esperienza davvero innovativa. Come accade con i computer non basta la banda larga per navigare veloci, servono anche dispositivi evoluti capaci di gestire la capacità di banda e i servizi.
Vendete televisori?
Sì, proponiamo i dispositivi a fronte di un canone mensile: con 10,90 euro al mese ci si porta a casa un televisore di ultimissima generazione ma soprattutto si ottiene un servizio impareggiabile di “visione”.
E la vostra Iptv quanto costa?
Si spenderanno 5,90 euro al mese. E per i nuovi clienti è partita una promozione - valida fino a novembre prossimo - che a fronte di una spesa di 16,08, come il costo del canone Telecom, include Iptv, telefonia e Internet.

De Chiara (T.I). "Ora si che siamo alla svolta"
“Il passaggio al digitale sarà un’ottima occasione per l’Iptv”. Ne è convinto Piero De Chiara responsabile Progetto Switchoff Tv Analogico Digitale di Telecom Italia. “La Tv italiana è di fronte a una svolta. E il digitale terrestre in realtà rappresenta solo uno dei tasselli della digitalizzazione”.
Perché l’Iptv ne uscirà rafforzata?
Per molte ragioni. E la prima è che l’Iptv rappresenta un’ottima soluzione per il passaggio al digitale. Poi va considerato, e non è poco, che con i decoder Iptv, quelli di Telecom Italia, si accede in un sol colpo ai canali in chiaro del digitale terrestre, a quelli della piattaforma satellitare Sky, all’offerta Mediaset Premium e ai contenuti del palinstesto Iptv. Il tutto a un prezzo appetibile, considerato che il decoder non si paga e che l’offerta Alice Home Tv viene proposta per i primi sei mesi, nelle zone interessate allo switch off, a costo zero e che successivamente si spenderanno appena 2,95 euro al mese. Un’altra cosa importante da segnalare è che il nostro decoder è già predisposto per la visualizzazione dei canali in alta definizione.
Da un punto di vista del business in concreto che cosa vi aspettate?
Puntiamo a raddoppiare, già entro la fine del 2009, le connessioni Iptv. E non è poco se si considera che bisognerà aspettare il 2010 per la migrazione al digitale di un numero consistente di regioni.
Qualcuno sostiene che la Tv digitale farà bene all’alfabetizzazione informatica del Paese, nel senso che abituerà i cittadini a entrare in contatto, seppur indirettamente, con il “linguaggio” tipico del Web, quello dell’interattività. Che ne pensa?
Penso che in realtà la Tv digitale consentirà di migliorare e ampliare l’offerta di nuovi servizi andando a colpire anche quello zoccolo duro di utenti che non utilizzeranno mai il computer. La “tastiera” resterà un ostacolo comunque e non sarà certo la televisione digitale ad abbatterlo. Ma molti cittadini “analfabeti” informatici potranno utilizzare la piattaforma televisiva di nuova generazione per accedere a servizi di pubblica utilità quando saranno messi a disposizione dalle PA e potranno partecipare a “community”, soprattutto grazie all’Iptv, alla stregua di quanto accade sul Web. In questo senso possiamo affermare che ci assisterà presto ad una svolta anche culturale oltre che tecnologica.

08 Giugno 2009