Olanda, cookies solo con ok dei clienti

LA LEGGE

Nella legge sulla net neutrality c'è anche l'obbligo per i siti web di richiesta di autorizzazione ai consumatori sull'uso dei cookies sui computer. In rivolta l'industria dell'advertising online: "Pericoloso precedente anti-business"

di Patrizia Licata
Olanda in prima fila non solo nella net neutrality ma anche nella protezione della riservatezza degli utenti di Internet. Nella stessa legge che vieta ai telecom provider di far pagare di più alcuni servizi come Skype o di bloccarne altri, il Parlamento dei Paesi Bassi ha approvato l’obbligo per i siti web di ottenere il consenso esplicito dei consumatori prima di installare i piccoli files di testo noti come cookies sul loro computer. Anche in questo caso si tratta di un importante precedente che potrebbe aprire la strada a leggi simili in altri Paesi d’Europa e che ha incontrato la netta opposizione dell’industria della pubblicità online.

Immediata anche la reazione critica delle società di telecomunicazione: queste, come le società del web advertising, parlano di grave “precedente anti-business” per il resto dell'Ue e alcune hanno minacciato addirittura di spostare la propria sede fuori dall’Olanda, secondo quanto riporta il Wall Street Journal.

Ma da parte dell’Ue è arrivato un commento positivo alla legge olandese, che quindi non dovrebbe essere messa in discussione a livello comunitario. Del resto, lo scorso novembre, l'Ue ha approvato una direttiva che impone agli inserzionisti online di ottenere il "consenso informato" degli utenti prima di installare i cookies. L’Ue ha dato tempo ai Paesi-membri fino a maggio per adeguarsi a questa norma nella loro legislazione nazionale, ma c'è stata una certa confusione sull’esatta interpretazione della direttiva.

"La legge olandese è un caso di studio importante perché l'Olanda è un mercato vasto", dichiara Kimon Zorbas, vice presidente della Interactive Advertising Bureau Europe, che rappresenta gli inserzionisti online. "Ci possiamo aspettare che le aziende del nostro settore spostino la loro sede in Paesi vicini, oppure perderanno clienti a favore di aziende che hanno sede altrove in Europa”.

Per questo l'industria della pubblicità è già in rivolta. Un numero crescente di campagne pubblicitarie dipende dai cookies, che memorizzano i dati sugli utenti e le loro abitudini di navigazione, e il loro modello di business potrebbe soffrirne. "Il 50% delle campagne, in termini di fatturato, potrebbe chiudere”, afferma Stephan Noller, chief executive di nugg.ad, società di consulenza sulla pubblicità online.

Secondo le aziende olandesi dell'advertising, anzi, la legge va oltre il mandato dell'Ue perché obbliga i siti web a dimostrare di aver ricevuto l'autorizzazione da parte degli utenti a collocare cookies sui loro computer. I regolatori dell’Ue hanno replicato che "valuteranno attentamente la legislazione olandese per verificare la sua conformità con la direttiva sulla e-privacy", come dichiarato da Jonathan Todd, portavoce di Neelie Kroes. Ma lo staff del commissario europeo per l'Agenda digitale aggiunge che la legge olandese è conforme allo spirito della normativa Ue sul "consenso informato". Una cattiva notizia per l’industria dell’advertising online, visto che l’obiettivo dell’Ue è armonizzare le regole a livello europeo.

24 Giugno 2011