Francia, 1PlusV chiede 295 milioni di danni a Google

ANTITRUST

Dopo la denuncia alla Commissione europea per abuso di posizione dominante nell'Internet search la società francese rincara la dose e intenta a Parigi una causa antitrust: "Ostacolato il nostro tentativo di sviluppare un sistema di motori di ricerca verticali"

di Patrizia Licata
1plusV rincara la dose contro Google: la società web francese, che già aveva denunciato Mountain View all'Ue per presunto abuso di posizione dominante nella Internet search, è ora intenzionata a chiedere 295 milioni di euro di danni in una nuova causa presentata al Tribunal de Commerce de Paris.

Il gruppo francese che gestisce il sito Ejustice.fr sostiene infatti che Google abbia ostacolato il suo tentativo di sviluppare un cluster di motori di ricerca con specializzazione "verticale" e causato danni alla sua immagine. Già in precedenza, presso la Commissione Ue, 1plusV aveva sostenuto che Google, approfittando della propria posizione di dominio sul mercato, aveva bloccato i servizi di ricerca del gruppo rivale, evitando anche la concorrenza in termini di advertising.

La nuova causa, spiega il fondatore di 1plusV Bruno Guillard, “rafforza e completa” la denuncia precedente. Si tratta anche della prima causa che tocca direttamente le questioni antitrust: finora Google si è trovata a fronteggiare piuttosto accuse in tema di copyright o privacy.

Proprio la denuncia depositata l’anno scorso da Ejustice presso la Commissione europea ha spinto Bruxelles ad aprire un’indagine approfondita su Google, per capire se l’azienda riservi un trattamento preferenziale ai propri servizi nei risultati della ricerca e se i suoi rapporti contrattuali con gli inserzionisti violino le regole di concorrenza. 1plusV ha fatto seguito a questa denuncia con un nuovo esposto, presentato a febbraio, in cui accusava Google di "legare" in modo illegale il suo motore di ricerca al servizio di pubblicità Adsense.

Allora Guillard aveva spiegato che, per poter ricavare un guadagno dai motori di ricerca verticali che 1plusV ha sviluppato, era necessario usare Adsense, ma che questo si era rivelato tecnicamente impossibile senza usare anche il motore di ricerca di Google. Secondo la denuncia di 1plusV, il fatto che Adsense non possa concretamente prescindere dall’utilizzo del motore di ricerca di Google “uccide” le tecnologie di ricerca concorrenti su Internet.

Ora l'ultimo capitolo della saga: una richiesta di danni multi-milionaria. Alla quale Google ha risposto come sempre: negando di dominare il mercato della ricerca online e spiegando che tutto il suo comportamento è guidato da un solo obiettivo, fornire agli utenti della ricerca i risultati migliori.

28 Giugno 2011