Google Plus, il "social" anti-Facebook

STRATEGIE

Parte la sperimentazione del nuovo servizio articolato in una serie di funzionalità per la condivisione, aperto a tutti e integrato nei tool già esistenti di Mountain View, come video e mappe

di Patrizia Licata
Google torna a puntare sul social: dopo lo scarso successo dei servizi Wave e Buzz, arriva il nuovo servizio che fa concorrenza direttamente a Facebook. Si chiama Google+ e, come si legge nel blog ufficiale dell’azienda, ha come obiettivo di “portare nel software le sfumature e la ricchezza delle interazioni che sono proprie della vita reale. Vogliamo fare di Google un posto migliore includendo voi, le vostre relazioni e i vostri interessi. È da questa necessità che nasce il Progetto Google+”.

Cinque i pilastri su cui poggia l’offerta social di Google. Il primo si chiama Circles e consente di creare dei gruppi di amici con i quali condividere immagini, commenti, video. La differenza con Facebook è che il sistema è aperto: non è necessario essere iscritti a Google+ per far entrare qualcuno nel club, basta un indirizzo di posta elettronica. Si trascina il nominativo nella lista di contatti di Circles e il gioco è fatto.

C’è poi Sparks, il servizio di news: una volta impostati gli argomenti che più ci interessano, il sistema ci invia in automatico video, aggiornamenti dai blog e siti di news in modo continuo, usando un algoritmo che cerca tra una pluralità sconfinata di fonti.

Hangouts invece è uno spazio di condivisione di documenti di ogni tipo, di chat e videochat, che dovrebbe consentire fino a dieci persone di lavorare online contemporaneamente.

Con Instant Upload si potranno inviare automaticamente foto e video dal proprio cellulare al proprio album online che viene condiviso con il circolo di contatti.

Huddle, infine, permette di costruire dei piccoli gruppi di persone ai quali è possibile mandare lo stesso sms. E' una sorta di chat istantanea ristretta, utile quando occorre coordinarsi con vari amici. Per ora l'intero pacchetto di servizi di Google+ è in via di sperimentazione. A breve dovrebbe arrivare l'annuncio della data di rilascio della versione finale.

Operazione trasparenza, intanto, sulla compliance di Google: l'azienda ha fatto sapere, tramite il suo "Transparency Report", di aver risposto al 94% delle richieste del governo americano di consegnare i dati degli utenti dei suoi servizi negli Stati Uniti nella seconda metà dello scorso anno. Il Transparency Report è un sito web costantemente aggiornato dove Google fornisce i dettagli della sua interazione con le autorità governative.

La compliance negli Usa (94% delle richieste soddisfatte su un totale di 4.600) è maggiore che negli altri Paesi: in Uk Google ha dato risposta solo al 72% delle 1.162 richieste di Londra di ottenere i dati dei suoi utenti, in Brasile ha risposto al 76% delle richieste e in Giappone al 90%.



"Il numero di richieste che riceviamo dai governi per ottenere informazioni sugli account come parte di indagini delle forze dell’ordine cresce di anno in anno”, dichiara Google. “Ciò non sorprende, visto che offriamo sempre più prodotti e servizi e un numero di utenti in costante aumento”.

30 Giugno 2011