Copyright, Calabrò: "Troveremo una soluzione equilibrata"

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Il presidente dell'Agcom rassicura: "Il testo sarà sottoposto ad un'amplissima e trasparente consultazione pubblica"

di Federica Meta
“Sono fiducioso, malgrado tutto, che domani il Consiglio dell'Autorità riuscirà a trovare una giusta e equilibrata soluzione, poggiante su un saldo fondamento giuridico”. Così il presidente dell'Agcom Corrado Calabrò risponde ad una lettera sul tema della tutela del diritto d'autore inviatagli dal leader dell'Idv Antonio Di Pietro, in vista della riunione del Consiglio dell'Autorità in programma domani.
“Ho detto 'soluzione’, non 'decisionè - prosegue Calabrò - perché quale che sarà il testo finalizzato (scusi il brutto termine tecnico) dall'Autorità, esso sarà comunque sottoposto ad un'amplissima e trasparente consultazione pubblica, accordando ai soggetti consultati tutto il tempo occorrente per ragionate osservazioni e all'Autorità per susseguenti, ponderate riflessioni”.

“L'Autorità - sostiene ancora il presidente Agcom - ha retto ad altre, non minori tensioni, quando in materie sensibili che toccano diritti di libertà, come ad esempio la par condicio, ha saputo adottare decisioni tanto difficili quanto doverose e appropriate che hanno garantito il pluralismo, reggendo al vaglio giurisdizionale”.

“Si tratta, indubbiamente, di materia sensibile che suscita problemi e dibattiti in tutti i Paesi del mondo - puntualizza - Non a caso già da quattro anni vado sostenendo la necessità di una normativa di carattere internazionale (non basterebbe nemmeno comunitario). E adesso il presidente Sarkozy ha fatto sua autorevolmente questa opinione nell'ultimo G8. Nella mia audizione in Parlamento, poi, non ho mancato di far presenti tutte le difficoltà che disposizioni di legge non ben definite avrebbero comportato per la loro applicazione da parte di questa Autorità. E tuttavia, una legge è stata approvata dal Parlamento e, nessuno meglio di lei potrà convenire, tocca osservarla e farla osservare”.

Nella sua lettera, diffusa dal Garante, Antonio Di Pietro chiede di “sospendere l'iter di approvazione di regole che consentono in via amministrativa di chiudere siti web, lasciando che sia il Parlamento a legiferare”.

“Attribuire all'Agcom il potere di chiudere un sito web - sostiene il leader Idv - togliendo tale competenza all'Autorità giudiziaria, sulla base di un atto amministrativo privo, peraltro, di un preciso quadro di garanzie, fondandolo su una Direttiva Europea che riguarda esclusivamente la televisione e non la rete, significa, di fatto, assecondare senza una reazione adeguata, una forzatura 'interessata’ operata dal ministro Romani per conto di Mediaset”.

“In omaggio ai progetti del gruppo Mediaset - spiega Di Pietro - il compiacente ministro, stravolgendo la normativa europea, ha voluto ingabbiare la rete e la Web Tv nello stesso soffocante sistema di regole riguardanti la televisione. Regole, peraltro, scritte dall'Agcom, in cui il diritto d'autore viene fortemente limitato a danno dei produttori audiovisivi indipendenti. Si tratta, a mio parere, di un tentativo di controllo della rete facendo del web una grande televisione”.

L'Idv parteciperà dunque convintamente alla Notte della Rete in programma questa sera, così come i Radicali. "Come Radicali partecipiamo alla Notte della rete perché in linea colle iniziative che i Radicali stanno portando avanti da anni perché l'Italia rientri nel novero delle democrazie fondate sullo Stato di Diritto - annuncia il senatore Marco Perduca - Se l'Agcom dovesse procedere con questo suo intento si tratterebbe più di un ulteriore grave sottrazione al legislatore delle sue prerogative. Un autorità con poteri amministrativi piuttosto che fungere da garante si andrebbe a sostituire al legislatore!".

"Da anni, e molte sono a prima firma dei parlamentari Radicali, giacciono in Parlamento proposte di legge che intendono regolamentare il sacrosanto diritto d'autore nell'era digitale aggiornandolo alle esperienze e proposte costruttive che negli anni i pionieri della Rete, come il collettivo di Creative Commons ispirato da Lawrence Lessing o il guru del freesoftware Richard Stallman, che hanno fatto avanzare le riflressioni liberal-libertarie in materia - puntualizza l'esponente radicale - Occore che l'Agcom ci ripensi e che, se mai dovesse seriamente passare a una serie di consultazioni, queste fossero a mero carattere esplorativo e conoscitivo al fine di creare le condizioni per una riforma strutturale del diritto d'autore e di quella società segreta che ne gestice la riscossione e distribuzione dei proventi".

Secondo il leader di Sel, Nichi Vendola "è il tempo di fermarsi, riflettere e non prendere decisioni che possano ipotecare il futuro". "Le decisioni che l'Autorità Garante per le Comunicazioni si accinge a prendere non aiutano l'espressione della libertà ma rischiano di fare dell'Italia uno dei Paesi più chiusi, dove con il pretesto della tutela del diritto d'autore potrebbero realizzarsi veri interventi censori - scrive Vendola nella sua pagina Facebook - E' sacrosanto tutelare il diritto d'autore, ma questo non può essere fatto a discapito della Rete". 

05 Luglio 2011