Murdoch rinuncia a BSkyB. Inchiesta parlamentare sulle intercettazioni

LO SCANDALO

Il premier britannico David Cameron ha istituito una commissione ad hoc per indagare sul mondo dei media. Il tycoon australiano sta meditando la chiusura delle attività nel Regno Unito e la sostituzione del figlio James alla guida del gruppo

di P.A.
Newscorp ha ritirato la sua offerta di acquisto completo della piattaforma pay-tv di BskyB. Rupert Murdoch, che già possiede il 39 per cento di BSkyB aveva avanzato nel giugno scorso un'offerta per impadronirsi del restante 61 per cento. Downing Street ha accolto con favore la decisione di Murdoch.

A marzo l'affare sembrava cosa fatta con un parere preliminare positivo da parte del governo Cameron a condizione dello scorporo dell'emitente all news SkyNews da News International. "Abbiamo finito le espressioni per dire shock", ha commentato l'anchor di SkyNews. Ritirare l'offerta costa a News Corp 40 milioni di sterline in anticipi e altri milioni, se non decine di milioni, di sterline in consulenze, riporta SkyNews.

Secondo SkyNews la decisione è stata presa per evitare di perdere l'attuale 39 per cento. L'annuncio di SkyNews è arrivato mentre in parlamento è in corso il dibattito sullo scandalo delle intercettazioni.

Il premier britannico David Cameron ha annunciato di fronte alla Camera dei comuni l'istituzione di un'unica commissione, con un lavoro suddiviso in due parti distinte, per indagare sui risvolti dello scandalo delle intercettazioni.

La commissione indipendente sarà guidata dal giudice Leveson per "indagare a fondo" sulle pratiche dei media, sulle relazioni fra politica e media e fra polizia e media e presentare proposte di regolamentazione. Gli inquirenti avranno il potere di chiamare a testimoniare giornalisti, politici ed esponenti del mondo dell'editoria.

Il premier ha detto oggi che chiunque risulterà coinvolto nel caso delle intercettazioni telefoniche che riguardano il gruppo di Murdoch non potrà aver alcun futuro ruolo nei media britannici.

Cameron ha dichiarato che l'inchiesta avrà il potere di chiamare testimoni. Rupert Murdoch potrebbe quindi essere chiamato a testimoniare anche se si rifiutasse di presentarsi di fronte alla commissione Cultura, Media e Sport martedì prossimo.

Rupert Murdoch sta considerando "tra le tante opzioni sul tavolo" quella più clamorosa: la vendita dei giornali del gruppo in Gran Bretagna Sun, Times e il domenicale Sunday Times. L'indiscrezione, avanzata come ipotesi nei giorni scorsi dal suo biografo Michael Wolffe è oggi riportata dal Wall Street Journal, il "gioiello della corona" di New Corp negli Stati Uniti. Il Wall Street Journal cita "fonti a conoscenza della questione" secondo cui la vendita di dei giornali di News International è, dopo la chiusura del domenicale News of the World, una delle possibilità prese in considerazione come via di uscita dalla crisi e prospettiva per il futuro dell'impero editoriale News Corp.

Notando che Murdoch stesso ha per lungo tempo obiettato a questa mossa il Journal scrive che News Corp ha "esplorato informalmente" se ci sono su piazza eventuali compratori.

Secondo Michael Wolff, il biografo di Rupert Murdoch, all'interno di News Corp si starebbe parlando di "ridisegnare" il ruolo di James Murdoch all'interno del gruppo. Citando insider al gruppo, Wolff scrive che l'ultimogenito ed erede apparente di Murdoch "ha perso credibilità". Uno scenario ipotizzato: Murdoch resta presidente ma lascia il posto di amministratore delegato a Chase Carey, tagliando di fatto James fuori dalla successione.

Il presidente della Commissione Commercio del Senato americano, Jay Rockfeller, un democratico, ha chiesto oggi che anche negli Stati Uniti sia aperta un'inchiesta sullo scandalo-intercettazioni che ha travolto la testata britannica News of The World, del gruppo editoriale News Corporation, che fa capo a Rupert Murdoch. "Invito le agenzie preposte a indagare per essere certi che la vita privata degli americani non sia stata violata - ha affermato Rockfeller in una dichiarazione scritta - Provo inquietudine all'idea che lo scandalo delle intercettazioni praticato a Londra dalla News Corporation possa aver toccato le vittime dell'11 settembre, o di altri americani - ha aggiunto -. Se fosse questo il caso, sarebbe grave".

13 Luglio 2011