Copyright digitale, Calabrò in audizione al Senato

LA DELIBERA

Giovedì 21 luglio il presidente Agcom sarà ascoltato dalle commissioni Comunicazioni e Cultura "sulle problematiche emerse nel settore Internet in materia di diritto d’autore". La convocazione richiesta "con urgenza" dai senatori Pd Vita e Vimercati

di Federica Meta
Il Parlamento ci vuole vedere chiaro sul nuovo schema di regolamento sul copyright. Per questo motivo il presidente dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Corrado Calabrò, è stato convocato per giovedì 21 luglio, alle ore 8.30, dalla commissione Comunicazioni e da quella della Cultura del Senato per rispondere ai quesiti – si legge sul sito del Senato – “relativi alle problematiche emerse nel settore Internet in materia di diritto d’autore”. La richiesta di convocazione è stata avanzata “con urgenza” dai senatori del Pd, Vincenzo Vita e Luigi Vimercati.

Stando a quanto previsto dalla delibera, che ha provocato una levata di scudi da parte di associazioni di consumatori e utenti che la consideano "lesiva" della libertà, la procedura contro i contenuti illeciti si svolgerà in due fasi. Nella prima, il detentore di diritti d’autore chiederà al sito di rimuovere entro quattro giorni un contenuto che considera illecito. “Qualora l’esito non risulti soddisfacente per una delle parti, questa potrà rivolgersi all’Autorità, la quale, a seguito di un trasparente contraddittorio della durata di 10 giorni, potrà impartire nei successivi 20 giorni (prorogabili di altri 15) un ordine di rimozione selettiva dei contenuti illegali o, rispettivamente, di loro ripristino, a seconda di quale delle richieste rivoltegli risulti fondata”, spiega l’Autorità in una nota. Se Agcom ritiene che il contenuto è illecito, chiederà al sito di rimuoverlo. In caso di rifiuto, lo multerà con le tipiche sanzioni applicabili a chi disattende un ordine dell’Autorità: fino a 250 mila euro. Comunque il sito potrà rivolgersi al Tar del Lazio per opporsi alla multa. La procedura si blocca se una delle due parti si rivolge alla magistratura.

Contro i siti esteri c’è un elemento in più. Alla fine del contradditorio, Agcom sa di non poterli multare e per questo motivo, nel precedente testo, voleva esercitare il potere di inibizione all’accesso (cioè chiedendo ai provider internet di oscurare il sito agli utenti italiani). Adesso invece si limiterà a mandare avvisi ai provider, che saranno liberi di decidere se oscurarlo. In caso contrario, Agcom si rivolgerà alla magistratura, la quale potrà poi emanare un ordine di oscuramento.
Agcom prevede una serie di esclusioni, per quanto riguarda i contenuti che potrebbero essere rimossi. La misura non riguarderà infatti “i siti non aventi finalità commerciale o scopo di lucro; l’esercizio del diritto di cronaca, commento, critica o discussione; l’uso didattico e scientifico; la riproduzione parziale, per quantità e qualità, del contenuto rispetto all’opera integrale che non nuoccia alla valorizzazione commerciale di questa”.

Parte della delibera è mirata a promuovere l’offerta legale di opere sul web. Obiettivi: “individuazione di misure di sostegno allo sviluppo dei contenuti digitali e delle soluzioni idonee alla riduzione delle barriere normative”. “Elaborazione di codici di condotta dei gestori dei siti e dei fornitori di servizi di media audiovisivi e radiofonici”. “Promozione di accordi tra produttori e distributori per la riduzione delle finestre di distribuzione, e la messa a disposizione di contenuti con modalità di acquisto semplificate e a costi contenuti”. “Promozione di accordi tra operatori volti a semplificare la filiera di distribuzione dei contenuti digitali relativi alle nuove modalità di sfruttamento favorendo l’accesso ai contenuti premium”. “Individuazione di criteri e procedure per l’adozione di accordi collettivi di licenza”. “Realizzazione di campagne di educazione alla legalità nella fruizione dei contenuti”. “Osservatorio per monitorare i miglioramenti della qualità e le riduzioni dei prezzi dell’offerta legale di contenuti digitali”.

19 Luglio 2011