Wikileaks, online tutti i cablo Usa. 3mila documenti sull'Italia

INTERNET

In rete senza password 251mila dispacci top secret della diplomazia Usa, fra cui 2970 comunicazioni riservate che riguardano casa nostra. Appello di Julian Assange agli internauti: "Segnalate voi notizie interessanti, la stampa da sola non ce la fa"

di P.A.
Ci sono anche 2970 documenti del Dipartimento di Stato Usa provenienti dalle sedi diplomatiche statunitensi in Italia, per lo più dall'ambasciata a Roma, fra i 251mila documenti pubblicati oggi senza filtri da Wikileaks sul suo sito. Una settantina dei documenti italiani proviene invece dai consolati Usa di Napoli, Milano e Firenze. I cablo abbracciano un arco di tempo di 22 anni, dal 25 agosto 1988 al 26 febbraio 2010.

Wikileaks ha annunciato oggi su Twitter la pubblicazione online degli oltre 251mila cablogrammi della diplomazia Usa in suo possesso, scaricabili senza l'ausilio di alcuna password. I documenti, criptati ma ottenibili seguendo le istruzioni fornite dal sito fondato da Julian Assange, sono stati pubblicati nella loro integrità, senza omettere dettagli che potrebbero compromettere la sicurezza delle persone citate nei documenti.

Nei giorni scorsi il sito aveva cominciato a diffondere 134mila cablogrammi senza omettere dati sensibili che potevano mettere in pericolo vite umane, riconducendo alle fonti delle informazioni. Questa scelta aveva fatto infuriare l'Australia, protagonista di parte dei documenti riservati finiti online, che aveva accusato il suo cittadino Assange di danneggiare la sicurezza nazionale e l'operatività degli agenti coinvolti nella lotta al terrorismo con rivelazioni inopportune e pericolose.

A favore della pubblicazione dell'intero archivio si era schierato ieri il "popolo di internet": il sito di Assange aveva lanciato un sondaggio su Twitter, chiedendo agli utenti di pronunciarsi in merito alla possibile diffusione di tutto il materiale riservato della diplomazia Usa in suo possesso. Wikileaks aveva spiegato su Twitter di aver scelto la pubblicazione integrale dopo che un file contenente l'intero database era stato reso accessibile da un giornalista del Guardian, che aveva inserito la password in un libro pubblicato nel febbraio scorso.

Accuse respinte dal quotidiano britannico, secondo il quale in "WikiLeaks: dentro la guerra alla segretezza di Julian Assange", era "contenuta una password solo temporanea e comunque non c'erano dettagli sulla localizzazione dei file". A sua difesa, il quotidiano britannico aveva inoltre riferito che il 4 agosto scorso c'era stato un incontro "cordiale" tra Assange e il direttore Rusbridger, durante il quale il fondatore di Wikileaks non aveva "mai menzionato alcuna crepa nel sistema di sicurezza".

Già ieri, il Dipartimento di Stato Usa aveva criticato le azioni "irresponsabili, sconsiderate e pericolose" del sito, affermando di essere stato avvisato della divulgazione imminente di informazioni, sottolineando tuttavia che gli appelli di Washington erano stati ignorati.

Wikileaks ha rivolto un appello agli utenti della Rete per segnalare su Twitter le "scoperte importanti" tra gli oltre 251mila cablogrammi della diplomazia americana. "La stampa mondiale non ha abbastanza risorse e ci sono sostanziali atteggiamenti di parzialità", scrive su Twitter il sito fondato da Julian Assange.

La decisione di Wikileaks viene duramente condannata dagli ex media partner di Julian Assange, il Guardian, il New York Times, El Pais e Der Spiegel, che in precedenza avevano collaborato con Wikileaks alla pubblicazione dei documenti, selezionando e editando il materiale per evitare di esporre a pericoli gli individui e le fonti citate.

Anche Amnesty International ha criticato la mossa di Wikileaks. "Ci dispiace che documenti che mettono a rischio persone, tra cui attivisti per i diritti umani, siano diventati pubblici", ha detto l'organizzazione al Times britannico.

02 Settembre 2011