Dtt, nel Lazio 1 milione a sostegno delle fasce deboli

SWITCH OVER

Il viceministro Romani ha reso noto la gara che metterà a bando le frequenze del dividendo digitale sarà gratuita

di Federica Meta
Un milione di euro da allocare in assestamento di bilancio alla fine del prossimo luglio. È quanto prevede di destinare per il digitale terrestre il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo. L’annuncio è stato dato in occasione della conferenza stampa che si è tenuta presso il ministero delle Comunicazioni per fare il punto sul caso Lazio.
“Vedremo poi di stabilire le modalità di erogazione delle risorse – ha precisato Marrazzo -. Il provvedimento fa parte di una più ampia strategia della Regione Lazio volta a sostenere il territorio nello switch over. Lo scorso maggio abbiamo indetto un bando di gara di 160 milioni di euro provenienti dai fondi europei e destinati ai broadcaster locali e all’indotto della produzione”.
L’intervento di Marrazzo ha, in un certo senso, sedato la polemica che ha tenuto banco nei giorni scorsi sull’eventualità di ritardare la transizione prevista per oggi di Rai 2 e Rete4 nel territorio di Roma e provincia. “Continueremo a collaborare con il ministero delle Comunicazioni per fare in modo che il passaggio al Dtt avvenga nel modo più indolore possibile, soprattutto per le fasce deboli – ha concluso il presidente -. In questo senso abbiamo attivato un tavolo di lavoro in Regione con le associazioni di consumatori e stiamo valutando la possibilità di calmierare i prezzi degli interventi degli antennisti per evitare truffe”.

Della tutela dei soggetti deboli, soprattutto anziani, ha parlato anche il viceministro alle Comunicazioni, Paolo Romani che ha fatto cenno al codice etico di Cna e Confartigianato a cui aderiscono gli antennisti. “Auspichiamo l’adesione a quanto previsti dal codice”, ha precisato Romani.
Ma a tenere banco oggi, nella giornata della “transizione romana”, sono soprattutto i numeri: lo switch over di stanotte grazie a cui sono passati al Dtt tre canali Rai e 3 Mediaset ha coinvolto 166 comuni (più quello di Roma) per oltre 4 milioni di utenti Tv. “Numeri importanti che fanno il paio con quelli relativi alle chiamate al call center – ha puntualizzato Romani -. Negli ultimi 20 giorni sono arrivate dal Lazio 220mila chiamate di cui 6400 solo questa mattina”. Troppe? No se si considera la tipologia di richieste che ha riguardato solo la sintonizzazione dei canali. “Richieste fisiologiche – ha chiosato il viceministro -. Il che significa che la campagna informativa messa in campo ha funzionato”. Campagna a cui ha partecipato attivamente il Comune di Roma, come ricorda anche il sindaco Gianni Alemanno. “La campagna ha visto coinvolte sia l’emittenza nazionale sia la locale - ha ricordato Alemanno -. Inoltre il Comune ha attivato tutto il network dell’Atac e si prepara ad installare 141 decoder nei centri anziani della Capitale, centri che diventeranno punti informativi emergenziali”.

Altro punto importante della poderosa campagna “pro-Dtt” riguarda il sostegno economico alle fasce meno abbienti per l'acquisto dei decoder. “Abbiamo stanziato 50 euro per tutti coloro che hanno redditi bassi, che hanno più di 65 anni e che sono in regola con il canone – ha ricordato Romani –. Solo per il Lazio sono a disposizione 130 mila contributi di cui, ad oggi, utilizzati solo 4110. Di sostegno economico se ne può dare ancora”.
La conferenza stampa è stata anche l’occasione per fare il punto sulla questione frequenze che si snoda su due filoni, quello relativo alle richieste provenienti dalla Francia (in Corsica lo spettro delle frequenze “confina” con quello laziale n.d.r.) e dalla Città del Vaticano, che rischia di far rimanere a secco di frequenze le emittenti locali e, poi, il dividendo digitale. Sulla prima questione, Romani ha reso noto che sono in corso “trattative con Francia e Vaticano. I colloqui sono ancora in fieri ma la mia impressione è che si arriverà a un punto di accordo, grazie al quale nessuna tv locale che abbia investito nel digitale rimarrà senza frequenze”.

Per il dividendo digitale, invece, il viceministro ha rivelato che la gara che metterà a bando le frequenze liberate dallo switch off sarà gratuita. “Nella lunga e difficilissima trattativa con l'Europa che ci ha portato fuori della procedura di infrazione relativa ad alcune norme della legge Gasparri, una delle condizioni poste da Bruxelles è quella di assicurare un dividendo di cinque multiplex, da assegnare in base a una gara basata sulla qualità e non sul prezzo” A contare saranno non i soldi messi sul piatto, ma i contenuti – ha concluso il viceministro -. La gara riguarderà due lotti di cui uno costituito da tre multiplex e riservato a nuovi entranti, mentre l'altro, pari a due multiplex aperto anche a Rai e Mediaset”.

16 Giugno 2009