Yahoo! in vendita? Prime ipotesi del dopo-Bartz

STRATEGIE

Il board mette sul piatto alcune proposte a partire dalle dismissioni delle partecipazioni in Cina e Giappone. Il rilancio potrebbe passare per una serie di alleanze strategiche e non si esclude la possibilità di cedere l'azienda

di Patrizia Licata
I cambiamenti per Yahoo non si fermeranno al licenziamento del Ceo Carol Bartz: il cda si prepara a una revisione a trecentosessanta gradi delle strategie del gruppo, compresa la vendita di alcune attività in Giappone (la quota di minoranza in Yahoo Japan) e Cina (la partecipazione in Alilbaba), secondo quanto rivela oggi il Financial Times.

Il board probabilmente considererà anche alleanze strategiche e acquisizioni e lascia la porta aperta a proposte dall’esterno, comprese offerte per chi volesse acquisire l’intera Internet company, rivela una fonte confidenziale al quotidiano finanziario.

Intanto Yahoo cerca anche un nuovo Ceo che, segnala ancora il Financial Times, verrà probabilmente dall’esterno e non dalle fila della compagnia. Ad interim le redini dell’azienda sono passate in mano a Tim Morse, chief financial officer.

Il board ha deciso di mandare via la Bartz rispondendo alla crescente agitazione degli azionisti, preoccupati dal fatto che le azioni di Yahoo sono rimaste per i due anni del suo mandato più o meno allo stesso livello. Ma non è solo la mancata crescita in Borsa a preoccupare. Secondo il cda, la Bartz avrebbe ridotto le possibilità per Yahoo di essere acquisita da un’altra azienda e di ottenere un prezzo interessante. In particolare, la Bartz avrebbe ridotto le opzioni di Yahoo siglando un accordo con Microsoft in base al quale la casa di Redmond genera i risultati della ricerca di Yahoo e prende parte delle entrate della pubblicità.

Gli investitori sono scontenti anche per la perdita di posizioni di Yahoo sul mercato della pubblicità online: un tempo leader negli Stati Uniti nella vendita di display ads, quest’anno tale vantaggio dovrebbe perdersi definitivamente perché gli utenti passano sempre più tempo su siti innovativi e social network come Facebook.

Colpo di grazia forse alle sorti della Bartz come Ceo di Yahoo è stato il suo ruolo nella risoluzione di un’accesa disputa scoppiata tra Yahoo e Alibaba, la più grande azienda cinese dell’e-commerce di cui l’americana possiede il 43% e ha una presenza nel cda. Dopo che Alibaba ha venduto la sua preziosa filiale che si occupa di pagamenti online a una società controllata dal fondatore e Ceo di Alibaba, Jack Ma, Yahoo ha dovuto lottare per ottenere un risarcimento da Alibaba, che però è stato solo di 2 miliardi di dollari, una cifra che ha scontentato molto gli azionisti della Internet company americana.

Le sfide di Yahoo sono però ancora più grandi di così. Secondo l’analisi del Financial Times, mentre le revenues e il prezzo del titolo sono rimasti più o meno invariati sotto la guida di Carol Bartz, il panorama in cui l’azienda, pioniere del web americano, si trova a operare è nel frattempo profondamente cambiato. Come conseguenza, Yahoo ha oggi fetta sempre più piccola della quantità di tempo sempre più grande che gli utenti di Internet passano online, scegliendo di preferenza siti concorrenti come Google e Facebook, dove si indirizzano anche i soldi della pubblicità.

“Il licenziamento di Carol Bartz non è un fulmine a ciel sereno e non dipende da una singola causa”, spiega una fonte confidenziale al Wall Street Journal oggi. “Piuttosto c’è una molteplicità di cause: come Ceo non è riuscita a raggiungere gli obiettivi che aveva promesso all’azienda per il 2011: far crescere le revenues e il prezzo delle azioni e arginare la perdita di preziosi minuti trascorsi dagli utenti Internet sui siti di Yahoo".

08 Settembre 2011