Aol sonda il terreno per un merger con Yahoo!

MERCATI

Il Ceo di Aol Tim Armstrong sarebbe interessato a proporre una fusione tra le due aziende: obiettivo, rafforzarsi contro i rivali Google e Facebook e riguadagnare utenti e entrate della pubblicità online

di Patrizia Licata
Dopo la cacciata del Ceo Carol Bartz, Yahoo sembra non solo pronta a intraprendere nuove strategie ma anche a diventare un target per operazioni di M&A. Secondo fonti confidenziali sentite dall’agenzia di stampa Bloomberg, il Ceo di Aol, Tim Armstrong, starebbe discutendo con i consulenti di Yahoo! per valutare l’opportunità di fondere le due aziende.

Armstrong avrebbe parlato con società del private equity e investitori della Allen & Co che stanno collaborando con Yahoo, secondo una fonte. Armstrong aveva già mostrato interesse per un merger con Yahoo l’anno scorso, ma è stato decisamente respinto finché la Bartz è rimasta alle redini della Internet company.

Non appena la Bartz è stata mandata via, il Ceo di Aol è tornato all'attacco. Per ora si tratta di una possibilità e gli scenari che si prospettano sono molteplici; tra questi, Yahoo potrebbe comprare Aol e Armstrong diventerebbe Ceo della nuova realtà. Ma le stesse fonti di Bloomberg sostengono che Yahoo probabilmente non è interessata a un accordo con Aol al momento, dato che il gruppo è in perdita e le sue revenues sono in calo. Va considerato che mentre il valore di mercato di Yahoo è di circa 18,2 miliardi di dollari, quello di Aol è di appena 1,6 miliardi.

Ma pensare a una fusione per Aol e Yahoo non è un’ipotesi del tutto peregrina: entrambe le aziende sono desiderose di rafforzarsi per competere con maggior efficacia contro i rivali online che recentemente hanno sottratto loro quote di mercato nella pubblicità e utenti. Aol, in particolare, ha perso quasi 800 milioni di dollari dopo la separazione da Time Warner nel 2009, non riuscendo più a guadagnare come in passato dall'advertising online e dal business dell’accesso a Internet dial-up, mentre Yahoo, un tempo un’azienda da 80 miliardi di dollari, ha perso l’80% del suo valore, utenti Internet e entrate pubblicitarie a tutto vantaggio dei concorrenti Google e Facebook.

12 Settembre 2011