Usa, 25 lobby a difesa di Google

ANTITRUST

Domani l'udienza di Schmidt al Senato per rispondere alle accuse di posizione dominante nella ricerca Internet. Ma sono molte le società del "network" pronte a sostenere il gigante del web

di Patrizia Licata
Google si è preparata adeguatamente all’udienza di fronte al Senato americano prevista per mercoledì in cui dovrà rispondere ai dubbi e ai quesiti dei parlamentari sulla sua posizione dominante sul mercato della Internet search: il colosso di Mountain View ha assunto almeno 13 società di comunicazione e lobby da maggio ad oggi, come rivela il Wall Street Journal. Si tratta di società che da quando la Federal Trade Commission ha intensificato lo scrutinio del business di Google si battono per difendere la sua condotta.

Sale così a 25 il totale delle lobby e degli esperti di comunicazione che si occupano di difendere il business di Big G nel mondo della politica. Molte sono società legate agli ambienti Repubblicani e lavorano su temi quali l’antitrust e la privacy online.

A presentarsi di fronte al Senato domani sarà l’executive chairman Eric Schmidt, che cercherà in ogni modo di non mostrarsi spavaldo e poco convincente come fece Bill Gates nel 1998: allora sotto i riflettori del Congresso americano era finita la posizione dominante del sistema Windows. L'udienza di Gates non andò molto bene: due mesi dopo, il governo Usa colpì Microsoft con una causa antitrust accusandola di abuso di posizione dominante sul mercato dei sistemi operativi per Pc.

Come Microsoft allora, anche Google oggi dipende pesantemente dal suo prodotto principale, la ricerca Internet, dove domina il mercato, con due terzi delle ricerche negli Usa e oltre l’80% in molti Paesi europei (dati comScore). Oggi Microsoft è tra le principali aziende che attaccano Google sostenendo che l'azienda utilizzi il suo dominio nella web search per guadagnare posizioni di dominio anche in altri servizi. Google ha sempre replicato di avere come unico obiettivo il miglior interesse degli utenti e che esistono tanti competitor a portata di click per chiunque.

Secondo il Wsj, Google ha appreso la lezione tramandata dall’esperienza di Bill Gates e cercherà innanzitutto di non mostrarsi arrogante. “Capiamo che un’azienda come la nostra possa finire sotto scrutinio e siamo pronti a rispondere a ogni domanda dei senatori sul nostro business," ha dichiarato una portavoce di Mountain View.

Schmidt ha anche già visitato i senatori del Judiciary Committee nelle scorse settimane, e uno dei più alti ingegneri di Google, Matt Cutts, si è recato al Campidoglio per respingere le accuse secondo cui Google cambi continuamente la sua formula per la ricerca per sbaragliare la concorrenza. Da parte loro i co-fondatori Larry Page (ora anche Ceo) e Sergei Brin non hanno smesso di incontrare politici a Washington nel corso dell'anno.

20 Settembre 2011