Pane, acqua e Internet: i giovani non possono vivere senza la Rete

STILI DI VITA

Secondo il Cisco Connected World Technology Report 2011 il 33% degli universitari e dei lavoratori sotto i 30 anni considera il Web importante quanto i beni essenziali. In Italia la percentuale sale al 70%

di Federica Meta
Pane, acqua, aria e… Internet. Stando al Cisco Connected World Technology Report 2011, un giovane su tre (il 33%) tra i 20 e i 30 anni, professionisti o studenti, ritiene che Internet sia altrettanto importante dei beni considerati essenziali. Circa metà di loro (49% degli studenti e 47% dei lavoratori) ritiene che la sua importanza si “avvicini molto” a quella di questi beni essenziali. In Italia il 50% degli studenti universitari e il 30% dei giovani professionisti paragona l’importanza di internet a quella di questi beni essenziali, e oltre il 30% di tutti loro ritiene che l’importanza del web si avvicini molto a quella dei beni essenziali.

“Questi ed altri dati emersi nella ricerca – spiega Cisco - fotografano l’atteggiamento mentale, le attese ed i comportamenti di persone che rappresentano la futura generazione di lavoratori e delineano l’influenza che essi avranno su ogni aspetto del mondo del lavoro: dalla comunicazione ai nuovi stili di vita caratterizzati da una crescente mobilità, dalle modalità di ricerca del personale alla sicurezza aziendale, fino alla capacità di essere competitivi”.

Internet è considerato un mezzo di sostentamento: oltre la metà degli intervistati a livello globale (55% degli studenti e 62% dei lavoratori) ha dichiarato che non potrebbe vivere senza Internet e cita il web come “parte integrante della loro vita”. In Italia il 70% degli studenti e il 59% dei giovani professionisti dichiara che non potrebbe vivere senza Internet, fa parte delle necessità della vita quotidiana.

Se costretti a scegliere fra l’uno o l’altro, la maggior parte degli studenti universitari (circa due su tre, il 64%, il 66% fra gli italiani) sceglierebbe di avere una connessione Internet piuttosto che una macchina.

Il Web risulta essere anche più importante degli affetti. A livello globale, il 40% degli studenti intervistati ha dichiarato che nella vita quotidiana, Internet è più importante che avere una relazione, uscire con gli amici od ascoltare la musica. In Italia il dato sale al 46%.

E se le generazioni precedenti preferivano socializzare di persona, la nuova generazione inizia a preferire l’interazione online. Uno studente su quattro (27%) ha dichiarato che mantenersi aggiornati su Facebook è più importante che andare alle feste, ascoltare musica, andare in giro con gli amici. Per il 38% degli studenti italiani interpellati essere aggiornati su Facebook è la cosa più importante della giornata, precedendo il tempo passato con gli amici e altre attività.

Per quanto riguarda i device invece due terzi degli studenti (66%), e oltre metà dei lavoratori (58%) dichiara che uno strumento mobile (laptop, smartphone, tablet) è “la tecnologia più importante per la loro vita”. In Italia device fissi e mobili sono sostanzialmente alla pari: il 42% degli studenti e il 39% dei giovani lavoratori indicano nel computer desktop il mezzo più importante; gli strumenti mobile (laptop, smartphone, tablet) sono citati invece dal 41% degli studenti e dal 39% dei giovani professionisti.

Gli smartphone inoltre sono destinati a superare il computer tradizionale nella classifica dello strumento più utilizzato a livello globale; già oggi il 19% degli studenti (il 13% italiani) indica lo smartphone come lo strumento “più importante” nell’utilizzo quotidiano, contro il 20% globale di coloro che indicano come strumento più importante il classico desktop. “Questo dato conferma la crescente popolarità degli smartphone e le attese rispetto a un utilizzo sempre più diffuso di questo strumento da parte della nuova generazione, quando entrerà nella forza lavoro – si legge nel report - L’info inoltre riaccende il dibattito sulla reale necessità di avere degli uffici, rispetto ad avere la possibilità di connettersi a Internet e alla rete aziendale ovunque”.

Nell’edizione 2010 dello studio, il 60’% dei lavoratori intervistati aveva dichiarato che non è necessario avere un ufficio per essere produttivi.  Ma come fruiscono dei nuovi media questi giovani tecno-addicted? Lo studio indica che la Tv è sempre meno importante per gli studenti universitari e i giovani lavoratori, perdendo terreno a favore di strumenti quali laptop e smartphone. A livello globale meno di uno studente su 10 (6%) – in Italia è il 10% - e meno di un lavoratore su dieci (8%) – nel nostro Paese il 7% - ha indicato come strumento tecnologico più importante nella vita quotidiana la televisione.
“Man mano che i programmi Tv e i film diventeranno disponibili in mobilità – prosegue la ricerca - ci si attende che il trend negativo continui.
Una strada senza uscita per la carta stampata? Solo una persona su 25 (4%) a livello globale ha dichiarato che il principale strumento per accedere alle informazioni per loro è il giornale. I dati sono simili per il nostro paese.
Lo studio fa il punto anche sulla diffusione dei social media, evidenziando che circa 9 su 10 fra studenti (91%) e lavoratori (88%) di tutto il mondo hanno un account su Facebook; di questi, l’89% degli studenti e il 73% dei lavoratori controllano la loro pagina Facebook almeno una volta al giorno. Un terzo di questi (33%) la controlla almeno cinque volte al giorno.
“I risultati del report dovrebbero indurre le aziende a ripensare le strategie per attirare giovani talenti e ai loro modelli di business – sottolinea Marie Hattar, Vice President, Enterprise Marketing, Cisco - Senza dubbio, il mondo sta cambiando e Internet sarà sempre più centrale, soprattutto per le nuove generazioni. I Cio devono pensare oggi a progettare e rendere flessibili le loro reti, così da poter affrontare i rischi per la sicurezza e la richiesta di mobilità che si avranno con la prossima generazione di lavoratori, e contemporaneamente ripensare le policy aziendali al riguardo”.

In Italia l’89% degli studenti ha una pagina Facebook, e l’84% di loro vi accede almeno una volta al giorno: il 24% controlla almeno una volta ogni ora e un altro 24% la ha sempre attiva; anche il 93% dei giovani lavoratori ha una pagina Facebook, e l’81% la controlla almeno una volta al giorno, mentre il 22% la controlla almeno una volta ogni ora.

Numeri che però impattano negativamente sull’attenzione. Gli studenti raccontano di venire costantemente interrotti, mentre studiano o lavorano ai propri progetti, da Instant Messaging, aggiornamenti provenienti dai social media, telefonate. Mediamente in un’ora l’84% degli studenti viene interrotto almeno una volta; il 19% degli studenti subisce sei o più interruzioni – significa una volta ogni 10 minuti o meno. Uno su 10 ha dichiarato di aver perso il conto delle volte in cui viene interrotto mentre cerca di lavorare a un progetto.

In Italia il 23% degli studenti dichiara di perdere il conto delle interruzioni che riceve da social media e altri mezzi.
Sul versante del lavoro, invece, sette giovani professionisti su 10 sono amici dei loro capi o colleghi su Facebook, dato che indica il superamento dei confini fra lavoro e vita privata. Il dato è simile anche per l’Italia, paese in cui il 35% è amico sia di colleghi che dei propri manager, il 42% solo dei colleghi.

La percentuale si abbassa negli Stati Uniti – “per motivi culturali, spiega il report – dove solo un giovane su quattro è “amico” di colleghi o manager dell’azienda. Fra i lavoratori che usano Twitter, più di due su tre (68%) seguono l’attività su Twitter dei loro capi o dei loro colleghi; il 42% seguono entrambi, mentre un terzo (32%) preferisce tenere per sé la propria vita privata. In Italia Twitter è uno strumento meno utilizzato: il 28% ha un account, contro un dato globale del 42%.

“Gli stili di vita dei prosumer, lavoratori che sono un mix fra professionista e consumatore, le loro aspettative tecnologiche, i loro comportamenti rispetto all’accesso alle informazioni stanno cambiando la natura del business in tutto il mondo – conclude Dave Evans Chief Futurist, Cisco - I dati della ricerca forniscono alle aziende un punto di vista obiettivo e credibile, che può rappresentare un vantaggio competitivo nei processi decisionali relativi all’IT e alla gestione delle risorse umane.

21 Settembre 2011