Pubblicità online, Microsoft all'attacco di Google

ANTITRUST

Tariffe gonfiate di 50 volte: questa l'accusa al motore. La Federal Trust Commission apre un nuovo fascicolo d'indagine

di Patrizia Licata
Nuovi guai per Google con le autorità federali americane, e ancora una volta è la rivale Microsoft, che già appare tra i suoi principali accusatori per presunto abuso di posizione dominante sul mercato della ricerca Internet, a puntare il dito. BigG ora si sarebbe resa colpevole di aver illegalmente gonfiato di 50 volte le tariffe pubblicitarie praticate a Microsoft: la US Federal Trade Commission ha subito aperto una nuova inchiesta per valutare la fondatezza dei sospetti della società di Bill Gates, secondo quanto riportato da Bloomberg News.


La nuova inchiesta partita dalle accuse di Redmond sugli ad rates sarà inserita all’interno della più vasta indagine antitrust su Google avviata all’inizio dell’anno, secondo le fonti di Bloomberg.

Microsoft aveva presentato un primo esposto ai regolatori nel 2007 sostenendo che Google aveva alzato il costo per sistemare una pubblicità di Windows Live vicino ai risultati della ricerca per la parola "hotmail" da 10 centesimi per click a 5 dollari a click.

Google per ora ha fatto sapere di non poter rilasciare commenti perché non conosce nel dettaglio le accuse di Microsoft, mentre quest’ultima ha confermato di essersi già lamentata in passato per le tariffe dell’advertising con Google, senza fornire ulteriori precisazioni.

Ma secondo l’esperto antitrust Andre Barlow, avvocato nello studio Doyle, Barlow & Mazard a Washington, la nuova inchiesta peggiora la posizione di Google: se le accuse di Microsoft si proveranno vere, potrebbero fornire materiale utile alla Ftc per dimostrare che Mountain View effettivamente abusa del suo predominio nella ricerca Internet, violando lo Sherman Act e altre leggi americane sulla libera concorrenza.

23 Settembre 2011