TRIPWIRE. Ddl Alfano, abbagli e bavagli

TRIPWIRE

di Piero Laporta
Non bastassero i cinesi, pure l’onorevole Angelino Alfano prova a mettere la mordacchia ai blog col ddl sulle intercettazioni. Predicare liberismo al mattino per salmodiare censure alla sera, serve solo a lucidare un boomerang di quelli sopraffini.

Secondo il ddl Alfano, il gestore del blog sarà obbligato a pubblicare la rettifica di chiunque lo richieda, se costui abbia subito la diffusione di notizie che lo concernano su una testata telematica. Il gestore sarà tenuto a pubblicare la rettifica senza alcuna replica. Le ammende per i trasgressori potranno raggiungere i 12mila euro.
Chi concepì tale norma non ha idea delle enormi e innumerevoli possibilità di eluderla offerte dal Web. Fare un blog non costa nulla e se tu mi mandi una rettifica su un blog, un mio amico può riprendere l’argomento su un altro blog, confezionato su misura. Se la rettifica raggiunge un giornale online, questo potrà riattizzare la polemica con altre parole e da altre angolazioni, che avranno un limite solo nell’inventiva e nella preparazione del direttore, le cui capacità saranno certamente stimolate da sfide di questo genere. Se un malcapitato pensa di sottrarsi all’arena telematica con una letterina di rettifica, ben presto saprà che la medicina è peggiore della malattia. Se non basterà, possiamo scommettere che la magistratura ordinaria e amministrativa svuoteranno quel che rimarrà d’una tale leggina.

La sensazione è che tale norma sia stata scritta da chi nel Web non sa come muoversi. Il rimedio? Quello che vige ora: se c’è diffamazione si dia querela, se si riferiscono notizie vere in forma corretta, non c’è rettifica che tenga se non quella dei comportamenti.

03 Ottobre 2011