SENTIERI DEL VIDEO. Napoleone e il post su Austerlitz

SENTIERI DEL VIDEO

Ogni utente potrà riscrivere la propria storia con il "Timeline" di Facebook

di Enrico Menduni, professore di Media e Comunicazione all’Università Roma Tre
A ottobre si annuncia un cambiamento radicale di Facebook. Ovviamente al di là delle dichiarazioni di Mark Zuckerberg (solo un pallido ricordo delle straordinarie presentazioni di Steve Jobs) quello che fa paura è soprattutto l’arrivo di Google nel settore social network o meglio la sua pretesa di essere un player globale che fa tutto: le ricerche, la posta, la pubblicità, il browser, le ricerche di mercato e via discorrendo.

Sostanzialmente una posizione stile Microsoft, non più centrata sul software - come nel “vecchio” Web 1.0 - ma sui servizi multimediali. Con un occhio alle apps che però solo Apple sembra aver capito bene come funzionino, quanto a catena del valore, e quindi dovrebbe aprire dei corsi di formazione per Nokia, per Google ed altri apprendisti stregoni.
Gli intenti di Facebook, allo stato, sono indicativi per noi analisti delle caratteristiche che il sito ritiene più deboli e necessarie di cambiamento. Delle apps abbiamo già detto; i contenuti musicali e video individuano una filiera di profitto e di centralità sociale e saranno molto implementati.

Quello che ci interessa di più è l’idea di un Facebook che permette a ciascuno di scrivere (e riscrivere) continuamente la propria storia.  Non credo che Zuckerberg legga il “Corriere delle Comunicazioni” (non si sa mai), ma sembrerebbe che si fosse documentato su “la società dell’eterno presente”, dove il nuovo post scaccia il vecchio, tutto è effimero, tutto vale per la sua capacità di raccogliere brevemente molti commenti.

Se Napoleone avesse usato Facebook il suo post sulla vittoria di Austerlitz sarebbe immediatamente sopravanzato da quello di un adolescente che lamenta i suoi dolori di pancia e il “mi piace” di Beethoven sarebbe surclassato da un brutto videoclip con i gorgheggi di un cantante semisconosciuto il cui ufficio marketing, con due o tre account fake di ipotetici fan, posta schifezze con entusiastici commenti. Sembra di sentire Lucio Dalla: “…c’è gente che viene dal Veneto - a sentire il cantante Fabrizio - e il suo porno comizio…”. E l’“Eroica” non ha nemmeno un videoclip.

Ci sarà una timeline in cui collocheremo la nostra storia, o meglio gli episodi che riteniamo più importanti. Hitler deciderà finalmente di togliere dalla sua pagina quelle foto con i suoi acquerelli di paesaggio, così cheap, e anche quelle con i roghi di libri del ‘33, mentre avranno largo spazio i soliti video di Leni Riefenstahl.
Ovviamente stiamo scherzando, ma i social network portano nella disponibilità delle persone qualsiasi la possibilità di plasmare e modificare la propria vita passata, come mai prima.

03 Ottobre 2011