Meloni: "Urge modifica della norma ammazza-blog"

DDL ALFANO

Il ministro della Gioventù lancia una controproposta: "Obbligo di rettifica e sanzioni solo per le testate online registrate"

di Federica Meta
"Continuo a ritenere che sia necessaria una modifica della norma così com'è scritta al momento". E' la convinzione del ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, a proposito della norma cosiddetta "ammazza-blog".
"L'orientamento che vorrei si facesse strada nel dibattito parlamentare e nelle modifiche che il governo potrebbe proporre - spiega il ministro - è quello di mantenere l'obbligo di rettifica e la pena pecuniaria in caso di inadempienza, ma solo per le testate online registrate. Rinviando la disciplina dei blog e dei siti personali a un dibattito più approfondito".

"Su questo tema mi sono confrontata personalmente sia con il ministro della Giustizia Palma sia con il relatore Costa - conclude Meloni - e ho potuto costatare che esiste un'ampia sensibilità in proposito anche nella maggioranza. Auspico perciò si possa raggiungere una soluzione condivisa".

Non è la prima volta che un esponente del Pdl frena sulla norma. Il 28 settembre scorso, in occasione della riunione dei tecnici Pdl, il deputato Roberto Cassinelli ha presentato due emendamenti che, pur tendendo fermo l'obbligo di rettifica, ne rimodula i tempi, distinguendo fra blog privati e professionali (le testate giornalistiche) e diminuisce le sanzioni.

Nel dettaglio si stabilisce che l'obbligo di rettifica sia effettuato entro 48 dalla richiesta solo per le testate professionali e mentre slitta a dieci giorni il termine per i blog amatoriali. Inoltre non possono essere oggetto di richiesta di rettifica i contenuti destinati ad un gruppo chiuso, come quelli ad esempio pubblicati sui profili provati dei social network. "E' giusto mantenere il dovere di rettifica - spiega Cassinelli - ma non si possono equiparare i blog professionali e quelli del privato cittadino. Non si possono applicare tout court alle Rete le stesse regole pensate per altri ambiti”.

Intanto, ancora oggi, Fabrizio Cicchitto ha ribadito che la maggioranza è intenzionata a portare avanti il ddl. "Stiamo lavorando al testo uscito dalla commissione Giustizia - ha spiegato il presidente dei deputati del Pdl - Ci sono approfondimenti in corso e chiariremo i termini della questione". Le misure, ha assicurato, "non puntano a mettere bavagli, ma a difendere la privacy lesionata dalle iniziative dissennate che vediamo in questi giorni".

04 Ottobre 2011