Calabrò: "Diritto d'autore, serve una riforma. Troppo spazio agli Ott"

COPYRIGHT

Il presidente dell'Agcom auspica un adeguamento della normativa all'evoluzione tecnologica in atto e aggiunge: "L'Authority non vuole diventare lo sceriffo di Internet"

di P.A.
"Si continua a ripetere che la via giusta non è quella che abbiamo seguito. La via giusta sarebbe la riforma del diritto d'autore per adeguarlo all'evoluzione tecnologica in atto. Sono 70 anni che si parla di questa riforma, quanto tempo ancora dobbiamo aspettare?". Lo ha detto il presidente dell'Agcom, Corrado Calabrò, durante il convegno "Italia audiovisiva diritto d'autore e creatività". Calabrò ha aggiunto che l'Autorità con il suo regolamento sul diritto d'autore "non vuole diventare lo sceriffo di Internet".

"Nel nostro schema non c'è nessun limite alla libera espressione e diffusione del pensiero - ha proseguito Calabrò - abbiamo scartato in partenza logiche invasive del tipo di quelle adottate in Francia che, rivolgendosi all'utente finale e alle applicazioni peer-to-peer, si stanno rivelando al tempo stesso intrusive e poco efficaci. Un intervento per la tutela del copyright non può avere un contenuto esclusivamente repressivo, ma deve contenere anche una fase propositiva, diretta a suscitare iniziative mirate all'allargamento delle aree dell'utilizzo legale".

Calabrò ha ricordato che "lo schema di regolamento viene nuovamente sottoposto a consultazione pubblica e che è stato nel frattempo notificato alla Commissione Europea".

"La notifica della Commissione - ha proseguito - comporta tre mesi di attesa della pronuncia di Bruxelles, entro il 3 novembre. In questo frattempo avremo tutto il tempo di vagliare ogni elemento utile a migliorare il provvedimento. E stiamo anche colloquiando informalmente con il blogger e più in generale con il popolo della Rete".

"Non si può abbandonare il campo - ha aggiunto Calabrò - allo strapotere degli over the top (Google, Youtube, Facebook, Apple), che si limitano a raccogliere i frutti mentre gli autori seminano al vento e le società della Rete investono senza adeguati ritorni. Proprio alcuni tra i più critici rispetto alla nostra proposta hanno sottolineato che l'enforcement anti-pirateria si debba accompagnare alla riproposizione nel digitale dei diritti consolidati degli utenti affinchè l'asse non si sbilanci a vantaggio delle piattaforme globali di distribuzione. È una critica costruttiva che terremo in debita considerazione".

05 Ottobre 2011