Yahoo! nel mirino di Aol. Armstrong punta alla fusione

M&A

Il ceo di America on line presenta il piano agli azionisti: operazione da 1,5 miliardi di dollari per integrare le due Internet company. Obiettivo: aumentare l'audience e attrarre più pubblicità. Ma c'è l'ostacolo Alibaba

di F.Me.
Grandi manovre tra le Internet company made in Usa. Il ceo di Aol Tim Armstrong sta infatti pensando a una fusione con Yahoo! del valore di 1-1,5 miliardi di dollari. Armstrong punta ad un’intesa che combini le due società in un unico polo Web in grado di attrarre un’audience maggiore e, quindi, più azionisti e pubblicità.

Già oggi Yahoo! e Aol hanno degli azionisti in comune, a cominciare da Capital Research, BlackRock, Vanguard e State Street. Per “spingere” il suo piano l’Ad di Aol ha incontrato nelle scorse settimane i suoi azionisti. Come rivela a Reuters uno dei maggiori 20 azionisti di Aol “l’attenzione si è concentrata su come effettuare l’eventuale operazione: quali attività mantenere separate e quali sono i business da cui si può estrarre più valore”.

Secondo Armstrong la fusione potrebbe generare 1/1,5 miliadi di risparmi derivanti dalla fusione dei data center e della produzione i comune di notizie, soprattutto quelle di sport, intrattenimento e finanza. Inoltre sta cercando di convincere gli azionisti che l’operazione potrebbe fare gola alle agenzie di pubblicità in cerca di piattaforme utilizzate da un pubblico sempre più vasto.

Anche la cinese Alibaba è interessata al futuro di Yahoo! tanto da cercare un finanziamento per un buy back da Yahoo!, come "antipasto" di una vera e propria fusione.  Alibaba è posseduta al 40% da Yahoo. "Abbiamo un forte interesse per Yahoo!", aveva detto detto Jack Ma, presidente di Alibaba, all'ndomani del licenziamento del ceo di Yahoo! Carol Bartz.

Negli Usa l’eventuale acquisizione di Yahoo! da parte di Alibaba solleva però preoccupazioni sul fronte della privacy. "Il legislatore dovrebbe opporsi, i dati di aziende americane non devono finire sotto il controllo di un’azienda straniera, che ha contatti con il Governo cinese", ha detto al Financial Times Jeff Chester, responsabile del Centro per la Democrazia Digitale Usa. Sono più di 2,5 milioni le piccole aziende americane che usano Alibaba per fare acquisti da produttori di tutto il mondo.

13 Ottobre 2011