Si sgonfia Groupon: dimezzata la valutazione Ipo

MERCATO

La società abbassa la stima a 12 miliardi di dollari contro i precedenti 20-25. Domani il roadshow, ma gli analisti dubitano sul modello di business e sulle revenue del sito

di Patrizia Licata
Groupon abbassa il tiro. La debolezza dei mercati, ma soprattutto ragioni strategiche, spingono il sito divenuto famoso in tutto il mondo con la vendita di buoni-sconto, a cercare una valutazione di meno di 12 miliardi di dollari per la sua offerta pubblica iniziale, circa la metà di quanto preventivato all'inizio, secondo fonti vicine all’azienda sentite dal Financial Times.

Groupon, che farà partire il suo roadshow domani, venerdì 21 ottobre, avrebbe anche intenzione di vendere solo circa il 10% delle sue azioni sul mercato, un “floating” considerato relativamente piccolo, ma con un approccio che ricalca l’Ipo di LinkedIn di inizio anno. La quotazione del social network per professionisti è stata un successo: le azioni di LinkedIn hanno quasi triplicato il valore nella prima giornata di contrattazioni e la scarsità di azioni offerte, hanno detto gli analisti, ha incentivato la domanda.

A spingere Groupon a modificare gli obiettivi per la sua Ipo è anche il fatto che molti analisti hanno messo di recente in dubbio il suo modello di business, erodendo l’entusiasmo degli investitori rispetto a inizio anno, quando il sito ha presentato per la prima volta domanda per l’Ipo, cercando allora una valutazione di 20-25 miliardi di dollari.

“Dire che Groupon ha perso lo smalto e l’attrattiva iniziale è un eufemismo”, afferma Scott Sweet, senior managing partner di Ipo Boutique, società di advisory. “La domanda prima era alle stelle, oggi è molto tiepida. Per me anche un target di 10-12 miliardi è troppo ambizioso”.

Nonostante la perdita di interesse di molti investitori, Groupon cerca comunque una valutazione simile ad altre società del social networking, sperando nel residuo entusiasmo di chi crede nel cosiddetto “secondo Internet” (che per altri però potrebbe anche trasformarsi nella seconda bolla delle dotcom).

A 12 miliardi di dollari, Groupon verrebbe valutata circa 38 volte il fatturato dello scorso anno, più o meno in linea con la valutazione attuale di LinkedIn. Pandora, il servizio musicale in streaming, viene scambiato a circa 17 volte il valore delle revenues dell’anno scorso. Zynga, invece, è ancora in attesa di quotarsi: l'Ipo è prevista "presto", ma la società non ha fissato date per il roadshow. La società dei social games si valuta 11,5 miliardi di dollari nei documenti presentati al regolatori, quasi 20 volte le vendite del 2010.

Le esatte revenues di Groupon sono in realtà oggetto di dibattito, nota il Financial Times. La Sec, il regolatore della Borsa americana, ha chiesto all’azienda di rivedere le cifre presentate al momento della richiesta per l’Ipo e, dopo la correzione, le vendite 2010 di Groupon risultano di 313 milioni di dollari, contro i precedenti 713 milioni.

La società ha perso 223 milioni nel primo semestre del 2011, ma perdeva 413 milioni l’anno scorso, mentre gli iscritti al sito sono in continua crescita: 115 milioni a giugno, contro 50 milioni alla fine dell’anno scorso. La concorrenza è però sempre più agguerrita, con siti come LivingSocial e tentativi di colossi come Facebook e Google di entrare in business simili.

20 Ottobre 2011