NUOVE REGOLE. Diritto d'autore, rischio di impasse

NUOVE REGOLE

La querelle nata sulla tutela del copyright in Rete potrebbe rimbalzare da punto a punto, congelando le iniziative

di Giuseppina Napoli
L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) ha mosso i primi passi sulla regolazione dei contenuti e le opere protette dal diritto d’autore circolanti in rete, contestualmente alle misure varate dalle altre Autorità europee di settore. I primi lineamenti di provvedimento venivano emanati a dicembre dello scorso anno, con del. 668/10/Cons. Considerati i numerosi dubbi interpretativi che ha sollevato quest’ultima, da più parti si sono sollevate diverse riflessioni critiche. Tra queste spiccava quella sulla repressione da parte di Agcom (la cui legittimità ad intervenire in materia è stata a diverso titolo messa in discussione) dell’accesso all’informazione e ai contenuti, nonché sulla libertà e neutralità della rete.

La delibera, infatti, attribuiva all’Autorità il potere di repressione della violazione della proprietà intellettuale in rete, che sfuggiva sia al controllo preventivo del Parlamento che dell’autorità giudiziaria ad hoc. Nel concreto, il punto più discusso della delibera è stato quello relativo al sistema del notice and take down (ossia, notizia e rimozione selettiva di un contenuto).
Più voci sono state concordi nel ritenere che l’ispirazione al sistema statunitense non abbia del tutto trovato luogo nella stesura definitiva. Di fatti, tale sistema di notifica e rimozione del contenuto “pirata”, negli Usa, prevedeva l’inoltro della richiesta di rimozione ad un’autorità giudiziaria e non ad un’autorità amministrativa. L’Agcom ha raccolto le critiche ai suoi lineamenti, tramite le consultazioni pubbliche effettuate sulla delibera emanata, dai principali operatori del mercato contributi consultabili sul suo sito web ufficiale e, successivamente, ha proceduto ad emanare con del. 398/11/Cons lo “Schema di regolamento in materia di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica”.

L’approccio di fondo, pur se temperato, è rimasto lo stesso, specie sul piano delle garanzie all’utente finale e sull’offerta legale dei contenuti. Tuttavia, qualche passo avanti è stato fatto per quel che riguarda la questione dell’intervento di Agcom, che ad oggi è alternativo e non sostitutivo di quello dell’Autorità giudiziaria.
Nel nuovo schema regolamentare, anch’esso sottoposto a pubblica consultazione (in corso di svolgimento), è messa a punto una procedura “bifasica”. Nella prima, una volta riconosciuto che i diritti d’autore, oggetto di segnalazione, sono riconducibili al segnalante, il gestore del sito può rimuoverli, entro 4 giorni; nella seconda fase, la parte lesa, se non soddisfatta, potrà rivolgersi all’Agcom che, a seguito di un contraddittorio (di 10 giorni), potrà impartire, nei successivi 20 giorni (prorogabili di altri 15), o un ordine di rimozione selettiva o il ripristino dei contenuti illegali (nuovo notice and take down). La procedura che coinvolge Agcom sarà, quindi, alternativa e non sostitutiva di quella dell’Autorità giudiziaria, anche se l’eventuale ricorso al giudice blocca tutta la procedura con archiviazione da parte di Agcom (questione molto dibattuta in ordine alla legittimità).

Nel caso invece dei siti esteri, qualora Agcom richieda la rimozione dei contenuti destinati al pubblico italiano in violazione delle norme sul diritto d’autore e il sito non ottemperi alla richiesta, viene effettuata una segnalazione alla magistratura. C’è il rischio che la querelle nata sulla tutela del diritto d’autore continui a rimbalzare da “punto a punto”, laddove invece il giusto equilibrio potrebbe essere raggiunto con un auspicabile intervento del Parlamento, al fine di evitare qualsivoglia lesione della libertà fondamentale di accesso all’informazione sulla rete.

31 Ottobre 2011