Internet governance, Usa e Uk chiedono norme condivise

GLOBAL CONFERENCE

Dalla Global Conference di Londra sulla sicurezza Web le due nazioni lanciano l'appello per una piattaforma comune internazionale su copyright e security senza nuovi paletti per l'utenza. Resta il gap con Cina, India e Brasile

di Patrizia Licata
Stati Uniti e Gran Bretagna fissano i principi alla base della Internet governance. Alla conferenza globale sulla sicurezza della Rete tenutasi a Londra, le due super-potenze hanno illustrato le regole che, dal loro punto di vista, dovrebbero formare la base della cooperazione internazionale in materia di regolamentazione del web. Nella visione di Usa e Uk, gli Stati di tutto il mondo devono lavorare insieme su temi come la sicurezza e la protezione del copyright ma non imporre nuove limitazioni e paletti agli utenti.

La conferenza, che ha visto la partecipazione di rappresentanti del mondo politico ed economico di una sessantina di Paesi, si è concentrata sul tema della cyber-sicurezza, ma, nota oggi il Wall Street Journal, ha anche messo in luce i contrasti tra molte nazioni, perché Cina e altri Paesi preferiscono pensare a come controllare i privati cittadini che navigano in Rete, piuttosto che dedicarsi a combattere criminali e spie del web.

"Dobbiamo capire come rendere il web sicuro per le nazioni, le persone e le aziende senza compromettere la sua apertura”, ha dichiarato il vice-presidente americano Joe Biden in collegamento video.

Il ministro degli Esteri britannico William Hague ha affermato che, nonostante i disaccordi emersi, la velocità con cui si sviluppa Internet deve stimolare il dibattito sulla sua governance a livello internazionale. "Nel cyberspazio i Paesi non possono agire da soli”, ha detto Hague. “Abbiamo bisogno di regole”.

Il ministro britannico ha enunciato sette principi che secondo lui dovrebbero costituire la base di una efficace cooperazione, tra cui la necessità per i governi di agire nel cyberspazio in accordo con la legge internazionale; la protezione della libertà di espressione; il rispetto della privacy e del copyright; e l'azione congiunta contro i criminali che attaccano online.

Adam Segal, studioso del Council on Foreign Relations, think tank di New York, sottolinea tuttavia che Paesi come Cina e Russia hanno visioni diverse su come Internet andrebbe governato. Inoltre, colossi emergenti come India e Brasile chiedono la costituzione di un nuovo organismo globale che agisca da regolatore del web, una proposta che non piace a Usa e Uk: Biden ha detto che le nazioni possono cooperare su tematiche come la lotta al cybercrime "senza ricorrere alla falsa soluzione di un supervisore di Internet”. "Il divario tra le differenti visioni è grande”, commenta Dmitri Alperovitch, esperto di Internet security.

A proposito di regole, gli Stati Uniti sono intervenuti in patria per alleviare l’industria mobile da qualunque nuova tassa nel breve periodo: la Camera dei rappresentanti ha approvato una legge che impone una moratoria di cinque anni su qualunque nuova imposta sui servizi mobili. Il Wireless Tax Fairness Act, proposto dal parlamentare Democratico della California Zoe Lofgren e appoggiato dall’associazione di settore Ctia, proibisce qualunque tassa locale o statale su servizi, provider o attrezzature wireless.

02 Novembre 2011